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Regionali, nel Lazio “forti difficoltà” per il “campo largo” ma il Pd ci proverà con M5S e Azione

PoliticaRegionali, nel Lazio “forti difficoltà” per il “campo largo” ma il Pd ci proverà con M5S e Azione

Provare a costruire il campo largo, anche se le difficoltà sono tante, ma capendo in tempi brevi chi ci sta e chi no, per evitare una sconfitta in “stile Sicilia”. La direzione del Pd Lazio (la prima dopo la batosta delle elezioni politiche) ha ribadito il mandato al segretario Bruno Astorre e ai vice Enzo Foschi e Sara Battisti di “esplorare” con Azione e M5S le possibilità reali di confermare alle prossime regionali la coalizione che da marzo 2021 guida il Lazio.

“Una scelta convintamente politica e non numerica” ha ricordato Astorre che però ha anche ammesso candidamente che “ci sono forti difficoltà per creare la coalizione” con i partiti guidati da Carlo Calenda e Giuseppe Conte. E senza tutti quei “numeri” sarà quasi impossibile per il centrosinistra confermarsi per la terza volta consecutiva alla guida della Regione governata da Nicola Zingaretti. Il presidente ha partecipato alla lunga direzione (oltre due ore) ma non ha parlato. E come lui il vicepresidente Daniele Leodori e l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, due dei tre candidati alla presidenza in quota Pd. La terza, la rieletta deputata Marianna Madia, ha invece preso la parola chiedendo di verificare l’esistenza di questo campo largo ma in tempi brevi, così da potere partire con la campagna elettorale. Più o meno sulla stessa linea anche altri interventi, tra cui Matteo Orfini e il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.La strada è tutta in salita e potrebbe non bastare il livello regionale per fare quadrare il cerchio. In questo senso, a complicare ulteriormente le cose, c’è l’incombente congresso del Pd alle porte che sembra creare una sorta di vuoto di figure nazionali di riferimento titolate a tessere la tela con Azione e M5S.

La linea Astorre, condivisa da molti (la sua relazione è stata approvata all’unanimità), è intanto dividere le vicende nazionali da quella del Lazio e poi “restare sulle cose da fare e sui programmi per continuare questa esperienza di governo, innovando dove serve” per fare sopravvivere il “Modello Lazio”. Sarà poi “l’alleanza a scegliere un candidato unitario senza accettare veti”. C’è chi, come la senatrice uscente, Monica Cirinnà, ha chiesto a Zingaretti di temporeggiare sulle dimissioni (che faranno scattare i 90 giorni entro cui il Lazio dovrà votare) proprio per favorire la costruzione del campo largo, e chi, comela giovane assessora del comune di Piglio, Lucia Palone, ha chiesto “un passo indietro a tutta la classe dirigente che ci ha portati fino a questo punto. C’è bisogno di una vera e propria rigenerazione. Molti circoli si sono svuotati, ci sarà un crollo fisiologico dei tesserati, le persone schiveranno i nostri banchetti. Non basta la frase di Berlinguer ‘Strada per strada’ per fare la sinistra. Attraversatele per davvero quelle strade, tornate tra la gente, metteteci la faccia e recuperiamo gli astenuti. Ora o mai più”.

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