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Rapporto immigrazione Caritas-Migrantes: in Italia la situazione migliora ma la strada è ancora lunga

MondoRapporto immigrazione Caritas-Migrantes: in Italia la situazione migliora ma la strada è ancora lunga

ROMA – “Dopo due anni di pandemia, in Italia si osserva una lenta ripresa nella condizione della popolazione straniera: è ripartito il rilascio dei permessi di soggiorno ed è aumentato il volume complessivo di questi documenti, anche per effetto della sanatoria del 2020”. Così riferisce Manuela De Marco, esponente di Caritas Italiana, che quest’oggi presenta la XXXI edizione del Rapporto Immigrazione realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, la prima post-pandemia. Il report riferisce che sono 3.921.125 gli stranieri con permesso di soggiorno, (mentre nel 2021 erano attestati sui 3,3 milioni), mentre i nuovi permessi rilasciati nel corso del 2021 sono stati 275mila, +159% rispetto al 2020 (105.700); in particolare si è registrata un’impennata dei motivi di lavoro, certamente come esito della procedura di sanatoria varata dal governo nel 2020.

Fra i segnali incoraggianti, viene segnalata poi la ripresa della crescita della popolazione straniera residentein Italia rispetto all’anno precedente: i dati all’1 gennaio 2022 parlano di 5.193.669 cittadini stranieri regolarmente residenti. Le principali regioni di residenza sono Lombardia, seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte. “Quasi inalterato”, continua De Marco, “il quadro delle nazionalità”: fra i residenti prevalgono i rumeni (circa 1.080.000 cittadini, il 20,8% del totale), seguiti da albanesi (8,4%), marocchini (8,3%), cinesi (6,4%) e ucraini (4,6%). Anche i provvedimenti di cittadinanza hanno segnato una certa crescita: sono stati 118mila nel 2020, ovvero un +4% dall’anno precedente.

TANTA GIOVENTÙ, UN’OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA CHE INVECCHIA

Quanto ai giovani, “gli under 18 rappresentano il 20% della popolazione straniera residente e il 13% della popolazione straniera complessiva”. Prosegue De Marco: “E’ interessante il rapporto tra ultra-sessantenni e giovanissimi: per ogni over 65 straniero, ci sono 3 giovanissimi di età compresa fra gli zero e i 14 anni, rispetto al rapporto di 0,5 degli italiani. Bisogna quindi sfruttare l’opportunità di questa popolazione giovane”, soprattutto “nella scuola”.

Il report, continua De Marco, riferisce che rispetto ai ragazzi italiani, è più alta di oltre 4 punti percentuali la quota di minori stranieri che vivono solo con la madre, mentre è più bassa la quota di quelli che vive con entrambi i genitori o solo con il padre. De Marco collega questo dato al tema dell’inserimento scolastico: “Se una famiglia monoparentale con background migratorio è quella che deve seguire il figlio a scuola o lo deve aiutare a recuperare il ritardo linguistico, è chiaro che si creano difficoltà”, che però potrebbero essere superate “prendendo a modello le belle esperienze di tanti insegnanti e istituti sul territorio, che restano purtroppo casi isolati”.

Dopo 40 anni invece cala la presenza degli stranieri nelle scuole: gli alunni con cittadinanza non italiana sono 865.388 in totale, con un calo di oltre 11 mila unità rispetto all’anno precedente (-1,3%). È la prima volta che accade dal 1983/1984, anno scolastico a partire dal quale sono state fatte rilevazioni statistiche attendibili. L’incidenza percentuale degli alunni con cittadinanza non italiana sul totale della popolazione scolastica rimane inalterata (10,3%) perché è diminuito il numero totale degli alunni, ovvero sono diminuiti anche gli alunni di cittadinanza italiana.

IL MERCATO DEL LAVORO, DINAMICO MA NON ABBASTANZA

Tale tema si ricollega al nodo lavorativo: “Ci sono state maggiori assunzioni di cittadini sia italiani che stranieri comunitari e non- dice De Marco-, tra cui anche tanti giovani e donne”. Però come sono aumentate le occupazioni, evidenzia l’esperta, “crescono anche le conclusioni dei contratti, dove 7 contratti su 10 sono a termine. Quindi ci sono segnali di ripresa da potenziare”.I settori più comuni in cui si assumono stranieri continuano ad essere “commercio e riparazioni, seguito da costruzioni e altre attività nei servizi, che spesso sono a termine o stagionali”. De Marco esorta a un maggiore dinamismo nelle assunzioni e nelle opportunità offerte alla popolazione straniera. “Bene invece il dinamismo delle donne”, conclude, “perché crescono le imprese di donne straniere che raggiungono quasi tre su dicei (le donne imprenditrici sono il 27,3% tra i nati all’estero, l’80% delle quali possiede imprese individuali) e come sappiamo, questo garantisce alle donne maggiore indipendenza”. Il report mette in luce che negli ultimi dieci anni sono aumentate del 42,7% e sono cresciute con un ritmo maggiore rispetto a quelle a conduzione maschile.

IL MINISTRO BIANCHI: SCUOLA PRONTA AD ACCOGLIERE

“Grazie a Caritas italiana e Fondazione Migrantes di ricordarci ancora una volta che il mondo intero deve affrontare il tema dei migranti. Il nostro è un mondo in trasformazione rapidissima e violentissima. La capacità di un paese e di una comunità di accogliere i migranti non solo è la base della nostra democrazia ma è anche l’elemento per costruire la pace”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione PatrizioBianchi, intervenendo in un video alla presentazione della XXXI edizione del Rapporto Immigrazione 2022, realizzato da Caritas italiana e Fondazione Migrantes.Il ministro ha proseguito: “Noi stessi come scuola italiana siamo disponibili ad accogliere e integrare. Lo abbiamo fatto con i 40mila bambine e bambini ucraini, e lo abbiamo fatto per tanti anni in cui l’Italia si è distinta per l’inclusione. Sono temi difficili ma necessari: una grande battaglia che vinceremo insieme”.

CARCERI: IN CALO DETENUTI STRANIERI

In Italia continua a diminuire la presenza di detenuti stranieri nelle carceri: a fronte dell’aumento generale del numero dei detenuti (+1,4), la presenza straniera, a distanza di un anno, è sostanzialmente diminuita (-1%). Il dato è in linea con il trend dell’ultimo decennio, nel corso del quale le cifre dei detenuti di cittadinanza straniera si sono notevolmente contratte.Dall’Africa proviene più della metà dei detenuti stranieri (53,3%) e il Marocco è in assoluto la nazione straniera più rappresentata (19,6%). Seguono Romania (12,1%), Albania (10,8%), Tunisia (10,2%) e Nigeria (7,8%). Nelle sezioni femminili, su un totale di 722 recluse straniere, spiccano soprattutto le detenute provenienti da Romania (24,1%), Nigeria (17,7%) e Marocco (5,8%). Pur se con cifre ogni anno sempre piùesigue, si segnala ancora la presenza di madri detenute con figli al seguito, la metà dei quali di cittadinanzastraniera.

I dati, prosegue il rapporto, restituiscono ancora una volta la fotografia di un sistema in cui le persone migranti finiscono con più facilità nel sistema carcerario e ne escono meno agevolmente degli italiani. Se le pene inflitte continua a leggere sul sito di riferimento

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