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“Occupy Democracy”: le nuove generazioni vogliono partecipare

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L’evento promosso da ActionAid per un maggiore spazio ai giovani

Bologna, 25 set. (askanews) – Reclamare e riprendere maggiore spazio per i giovani all’interno del dibattito pubblico. È stato questo l’obiettivo di “Occupy democracy”, evento promosso dall’organizzazione indipendente ActionAid all’interno del “Festival della Partecipazione” di Bologna. Marco De Ponte, segretario Generale di ActionAid, ha dichiarato: La mia generazione è cresciuta con l’idea che il potere logora chi non ce l’ha e chi ce l’ha se lo gode tendendoselo ben stretto. I giovani sono periferici nella distribuzione del potere in un paese vecchio come l’Italia perché ai giovani si fa la guerra: la narrazione è che siano bamboccioni seduti sul divano ma non è la realtà. Quello che succede è che i giovani si mobilitano su tante cause e ActionAid, che non ha il compito di condividere un potere che essa stessa non ha, si è presa il ruolo di fornire strumenti per nuove forme di aggregazione, decise dai giovani stessi, che permettano loro di organizzarsi per reclamare il potere a cui adesso non hanno accesso .Giustizia climatica, cittadinanza inclusiva e diritti delle donne, i temi al centro dei laboratori di sperimentazione e creatività di “Occupy democracy”, tenutosi nella giornata inaugurale del Festival, durante il quale è stato lanciato “Qualità della democrazia”, volume edito da Franco Angeli. Queste le parole di Antonella Saccà, attivista da due anni accanto ad ActionAid, sulla sua esperienza al Climate Camp, in Bangladesh: Siamo partiti in cinque, due attiviste insieme allo staff di ActionAid, per raggiungere ragazzi e ragazze della Global Platform, in Bangladesh dove erano presenti 26 paesi diversi: un impatto davvero importante per condivisione di esperienze, metodologie e obiettivi. Abbiamo lavorato insieme per individuare le azioni da portare avanti a livello globale perché è importantissimo agire nel locale, per creare consapevolezza nelle persone, ma lo è altrettanto avere un collegamento internazionale per raggiungere più risonanza per temi che riguardano tutti. Ciò che dobbiamo fare è decolonizzare il nostro approccio sulla giustizia climatica: ciò che pensiamo sia giusto per noi europei, non è per forza la cosa giusta fare. Là fuori c’è un mondo che sta funzionando e da cui dovremmo apprendere tantissimo .Al centro dell’evento TikTok, il social network cinese, sempre più in voga tra i giovani e giovanissimi, scelto come strumento per richiedere spazio di parola e di opinione. Il canale TikTok di ActionAid è stato, per 30 ore, un luogo aperto dove gli oltre 25 attivisti provenienti da tutta Italia, guidati dalla giovane attivista e tiktoker Aida Diouf Mbengue, hanno avuto la possibilità di creare contenuti discutendo di tematiche reputate urgenti per un reale cambiamento. Un digital takeover in cui ActionAid ha passato ai giovani, mettendosi all’ascolto, il potere di gestione e di scelta.

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