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Mette il Vajont in Friuli e ricorda “il crollo della diga”, è polemica per la gaffe di Serracchiani

PoliticaMette il Vajont in Friuli e ricorda “il crollo della diga”, è polemica per la gaffe di Serracchiani

BOLOGNA – Prima ha cancellato il tweet contenente l’errore (anzi, i due errori). Poi ne ha fatto un altro e ha chiesto scusa, spiegando di essere stata sui luioghi dei fatti. Ma la bufera, ormai, era già partita e anche ora, all’indomani della gaffe di Debora Serracchiani, impazzano su Twitter i commenti per quanto scritto dalla capogruppo uscente del Partito democratico a proposito della tragedia del Vajont, che avvenne il 9 ottobre 1963 e provocò la morte di oltre 2000 persone. Cosa ha fatto Serracchiani? Non solo ha ricordato male i fatti utilizzando l’espressione “crollo della diga”, ma quel che è peggio ha collocato il Vajont nella regione Friulia Venezia Giulia e non in Veneto, scrivendo “Una ferita per #FVG”. Una gaffe abbastanza imbarazzante, a maggior ragione per chi come lei in passato è stata governatrice proprio del Friuli Venezia Giulia (lo è stata dal 2013 al 2018).

LE REAZIONI DEGLI UTENTI SU TWITTER

Le sue parole (sbagliate) hanno fatto infuriare molte persone che hanno cominciato a lanciare tweet polemici. “Serracchiani è comunque più brava come storica che come politica”, ha commentato qualcuno. Qualcun altro ha puntato il dito contro il suo passato alla guida del Friuli Veenzia Giulia: “L’hai ricostruita tu la diga che non è mai crollata, lo hai fatto quando eri presidente di Regione? Che vergogna”. Qualcun altro, invece, ha generalizzato: “Perfetta rappresentazione della classe dirigente dell’Italia in tutta la sua ignoranza e approssimazione”.

Ma andiamo con ordine: ieri, nel giorno in cui si celebrava il 59esimo anniversario da quel tragico giornotti: Seracchiani ha scritto su Twitter: “Non dimentichiamo le vittime e la catastrofe di 59 anni fa con il crollo della diga del Vajont”. Primo errore: quel giorno non ci fu nessun crollo della diga. A provocare la tragedia fu una frana della montagna, con un pezzo del monte Toc che travolse il paese di Longarone, in Veneto e non certo in Friuli Venezia Giulia. Ecco infatti il secondo errore: “Una ferita per il FVG”, aveva scritto ancora la dem, aggiungendo che “a pagare il prezzo più alto delle vittime fu proprio Longarone, in provincia di Belluno”.

LE SCUSE

Dopo un po’ il tweet incriminato è sparito (anche se in rete si può vedere ancora nei tweet dei tanti che hanno commentato) e poi è spuntato un tweet di errata-corrige. “Chiedo scusa- ha sritto ancora Serracchiani su Twitter-. Molti di voi hanno segnalato errori nel mio tweet sulla catastrofe del Vajont. Sono stata su quei luoghi, e la verità verso i fatti avvenuti impone di ricordare che la diga non crollò. Gravi furono le responsabilità umane. Giusto ricordare le tante vittime venete”.

il disastro del Vajont del 9 ottobre 1963. “Non dimentichiamo le vittime e la catastrofe di 59 anni fa con il crollo della diga del Vajont, una tragedia in cui persero la vita oltre 2000 persone. Una ferita per il FVG e per l’Italia intera”, le sue parole su Twitter. Una clamorosa (e doppia) gaffe per la dem.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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