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Maestri “forastieri” a Napoli nella seconda metà del ‘700

EconomiaMaestri “forastieri” a Napoli nella seconda metà del ‘700

Alla Reggia di Caserta, dal 13 al 15 ottobre, una prima assoluta e un convegno internazionale.  L’iniziativa coincide con l’avvio delle manifestazioni per il 25° della Fondazione Pietà de’ Turchini

La Reggia di Caserta accoglie il progetto “Maestri forastieri a Napoli nella seconda metà del ‘700” ideato dalla Fondazione Pietà de’ Turchini di Napoli.

Tre giorni di incontri e di spettacolo dedicati ai “Maestri forastieri”, compositori e musicisti stranieri, attivi nella Capitale meridionale nel diciottesimo secolo, in programma da giovedì 13 ottobre (inizio alle ore 17) fino a sabato 15 negli spazi della magnifica residenza reale patrimonio UNESCO.

L’iniziativa, che coincide con l’inizio delle celebrazioni per il 25ennale della Fondazione napoletana, rientra nell’ambito del bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta. Avviato nello scorso anno, il bando nasce con lo scopo di affermare il ruolo del Museo quale officina culturale e creativa, luogo di costruzione culturale sulla base di progettualità condivise.

Si comincia giovedì 13, alle 17, con un convegno internazionale sul tema curato dal comitato scientifico composto da Federica Castaldo, Paologiovanni Maione, Angela Romagnoli, Lucio Tufano e realizzato in collaborazione con le Università degli Studi di Palermo e Pavia e con il patrocinio della Società Italiana di Studi sul secolo XVIII  – e si conclude sabato 15, alle ore 17, con la prima esecuzione assoluta dello spettacolo in musica intitolato “Leggi Napoli, suona Mondo”, che verrà allestito nel vestibolo superiore, con  una drammaturgia originale di Antonio Piccolo, che firma anche la regia dell’allestimento, con un cast che accoglie il soprano Marie Lys (al debutto sulla scena campana), gli attori della compagnia Teatro in Fabula e l’ensemble Talenti Vulcanici diretti da Stefano Demicheli.

Marie Lys

In apertura del convegno è programmata la proiezione di “Confessions d’un disparu”, film documentario di Petr Václav (prodotto da Mimesis Film) sulla vita del compositore italo-ceco Josef Myslivecek.

“Nel corso del Settecento – sottolinea il musicologo Paologiovanni Maione –   la capitale del meridione d’Italia accoglie un gran numero di compositori “forestieri”, come Johann Adolf Hasse, Christoph Willibald Gluck, Johann Christian Bach, Josef Mysliveček, Joseph Schuster, Vicente Martín y Soler tra i tanti, che vi giungono per perfezionare il proprio “mestiere” ma soprattutto per conoscere i segreti di un’arte sopraffina che aveva asservito l’Europa intera”. A loro e alle loro opere sono dedicate queste giornate alla Reggia di Caserta. “Saranno infatti proprio le pagine di questi autori – conclude Federica Castaldo presidente Pietà de’ Turchini – a comporre il programma dello spettacolo in musica di Antonio Piccolo, destinato a mostrare le “molte” voci di cui si alimentava ai tempi la scena culturale e musicale cittadina”.

Il pubblico potrà accedere, fino ad esaurimento posti, con il biglietto di ingresso della Reggia di Caserta. Il convegno sarà trasmesso in streaming sul sito www.turchini.it/live.

Stefano Demicheli

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