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La prossima settimana nuova raffica di rialzi a tassi Usa e eurozona

AttualitàLa prossima settimana nuova raffica di rialzi a tassi Usa e eurozona

Fed potrebbe rallentare il ritmo, alla Bce si alza il dibattito

Roma, 27 gen. (askanews) – La prossima settimana è attesa una nuova raffica di rialzi dei tassi di interesse da parte delle maggiori banche centrali occidentali. Mercoledì si concluderà la due giorni di direttorio della Federal Reserve, il Fomc, e diversi analisti scommettono su un aumento limitato a 25 punti base, dopo quattro rialzi consecutivi da 75 punti base più uno da 50 punti base, mentre i dati dell’inflazione in rallentamento spianano la strada a una ulteriore moderazione sulla manovra di stretta monetaria.

Giovedì 2 febbraio toccherà a la Banca d’Inghilterra (alle 13) e alla Banca centrale europea (alle 14 e 15) annunciare le loro decisioni sul costo del danaro. In entrambi i casi l’attesa è invece per aumenti dei tassi da 50 punti base. Ma mentre in Gran Bretagna l’inflazione resta vicina ai picchi, nell’area euro ha a sua volta iniziato a mostrare segni di calmieramento.

Tuttavia all’istituzione di Francoforte continua a sembrare prevalente la visione sulla necessità di proseguire ancora nella manovra restrittiva, per quanto il dibattito interno sembri a sua volta aumentare. Gli economisti di Ing si attendono che anche dopo un nuovo aumento da mezzo punto percentuale sui tassi la Bce mantenga anche toni aggressivi sulla futura dinamica dei rialzi.

Aldilà delle previsioni della banca olandese, che spesso sembra condividere molte delle argomentazioni dei “falchi”, coloro che nel consiglio della Bce spingono per una linea più intransigente sui tassi di interesse e sulla politica monetaria, va rilevato che nelle ultime settimane le discussioni tra i banchieri centrali dell’area euro sembrano essersi intensificate. Come del resto era inevitabile mentre i tassi si inoltrano sempre più in territorio restrittivo e quindi con applicazioni avverse per crescita economica e occupazione.

Le “colombe”, coloro che vorrebbero una linea più morbida, stanno alzando la voce e se l’aumento da 50 punti base della prossima settimana sembra ormai essere praticamente deciso, sulle mosse successive potrebbero rafforzare il pressing per una moderazione della dinamica di stretta.

Al termine poco dopo l’annuncio sui tassi, alle 14 e 45 la presidente della Bce Christine Lagarde terrà la sua consueta conferenza stampa esplicativa. Proprio Lagarde lo scorso 23 dicembre, intervenendo alla Borsa di Francoforte ha ribadito l’orientamento ad alzare ancora “in modo significativo e a ritmo costante i tassi di interesse”, che in termini pratici secondo gli osservatori dovrebbe significare almeno altri due aumenti consecutivi da 50 punti base.

Tuttavia proprio lo stesso giorno, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio visco, che come tutti i suoi pari dell’area euro siede nel Consiglio direttivo della Bce ha invocato maggiore progressività, prudenza e equilibrio nella valutazione dei rischi, proprio rispetto ai rialzi dei tassi. Con ogni probabilità implica il voler discutere in maniera più approfondita quella che sarà la mossa della riunione di marzo. E proprio in tal senso il giorno successivo Fabio Panetta, il componente italiano del Comitato esecutivo della Bce, che partecipa a sua volta al Consiglio, ha appunto fatto capire che la mossa di marzo andrà discussa. D’altra parte, sul versante dei falchi il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel ha avvertito che “il lavoro contro l’inflazione non è finito”.

Lo scenario di un dibattito che si sta animando in seno al direttorio Bce era chiaramente emerso dai verbali del Consiglio di dicembre, pubblicati dalla Bce il 19 gennaio.

Nel frattempo durante la prossima verranno pubblicati diversi dati macroeconomici o indagini di rilievo. Dopo quelli appena pubblicati sul Pil degli Stati Uniti del quarto trimestre, con una crescita migliore del previsto, martedì 31 gennaio sono attesi i dati sul Pil, sempre del quarto trimestre, di Italia e dell’eurozona.

Sempre martedì verranno pubblicati i dati sulle nuove immatricolazioni di auto nell’Unione Europea, mentre mercoledì sono attesi i dati sull’inflazione e sulla disoccupazione nell’eurozona (assieme all’inflazione italiana) oltre ai dati definitivi delle indagini sull’attività nel settore manifatturiero europeo (indice Pmi). Venerdì, poi, i mercati saranno focalizzati sui dati mensili di mercato del lavoro e disoccupazione Usa.

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