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Giornalisti Pubblici: superare la “par condicio�

PoliticaGiornalisti Pubblici: superare la “par condicio�

Superare la Par condicio, ridare voce alla pubblica amministrazione nel rapporto coi cittadini anche per lo sviluppo dell’informazione digitale e dei social che hanno rivoluzionato la comunicazione degli enti pubblici. E’ la richiesta inviata oggi al governo dai relatori che hanno partecipato all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, a Milano, al convegno “Il futuro dei giornalisti e dell’informazione nella pubblica amministrazioneâ€�, promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con il Consiglio regionale della Lombardia. Oltre 300 persone, tra cui un nutrito gruppo di studenti dell’Università Cattolica di Milano, hanno assistito dal vivo o in diretta streaming ai lavori.

RAZZANTE (CATTOLICA): “IL COVID HA EVIDENZIATO I PROBLEMI DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA”

“La pandemia- ha sottolineato nel suo intervento Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’Informazione e Regole della Comunicazione d’Impresa all’Università Cattolica di Milano, fondatore del portale dirittodellinformazione.it e autore del “Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazioneâ€�- ha evidenziato le lacune del sistema della comunicazione pubblica in Italia. La necessità di riformare la legge 28/2000 sulla par condicio nella parte relativa agli enti locali è stata sottolineata sia dalla Presidente del Corecom Lombardia Marianna Sala che da Roberto Ciambetti, Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Presidente del Consiglio regionale del Veneto. La frequenza con cui si vota in Italia rende di fatto afone le pubbliche amministrazioni elettive per molti mesi l’anno e ciò crea un problema nella relazione tra cittadini e istituzioni, un rapporto già in crisi a causa della proliferazione di fake news e di notizie imprecise che circolano senza alcun controllo sui social.

Giovanni Grasso

GRASSO (QUIRINALE): “L’UFFICIO STAMPA NON DEVE RACCONTARE BALLE”

Giovanni Grasso, Consigliere per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ha raccontato con toni coloriti e confidenziali la sua esperienza di cronista parlamentare che nel 1996 si ritrova “dall’altra parte della barricata� a gestire la comunicazione dell’allora Presidente del Senato Nicola Mancino. “Volevo capire- ha detto Grasso- se si può fare il mestiere dell’ufficio stampa senza raccontare balle ai giornalisti. Credo che la trasparenza sia un valore anche se non tutto può e deve essere per forza reso pubblico. Anche le istituzioni più prestigiose- ha concluso Grasso- devono trasformare la loro comunicazione per raggiungere i cittadini in modo comprensibile e persuasivo�. Per Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia “il cuore dell’ufficio stampa- dev’essere composto da giornalisti sia per motivi deontologici sia per le competenze specialistiche che possono e sanno portare�.

Sono intervenuti anche Fabio Malagnino, coordinatore dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale del Piemonte, e Vittorio Sgueglia della Marra, direttore del Servizio Open Government e dell’informazione istituzionale del Comune di Trieste.

E’ seguita una tavola rotonda sulle relazioni che intercorrono tra gli uffici stampa e le redazioni, puntando l’attenzione sull’importanza del dialogo tra giornalisti. Dopo l’introduzione di Piero Mauro Zanin, Vice Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, sono intervenuti Giorgio Sturlese Tosi, giornalista e inviato; Andrea Silla, vice caporedattore Tgr RAI Lombardia; Marco Sacchetti, caporedattore Agenzia DIRE Lombardia e Alberto Faustini, direttore quotidiano “Alto Adige�.
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