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Dopo la sconfitta del 25 settembre, inizia il ‘processo’ del Pd al Nazareno

PoliticaDopo la sconfitta del 25 settembre, inizia il ‘processo’ del Pd al Nazareno

ROMA – Sciogliere il partito, cambiare il simbolo, azzerare la direzione, fare o meno il campo largo. E prima di tutto: la sconfitta del 25 settembre. La grande discussione in casa PD ha inizio oggi nella sede romana del partito dove si riunisce la direzione nazionale, aperta dell’atteso discorso del Segretario Enrico Letta.

In una ressa di veicoli, gruppi di turisti, passanti e giornalisti i dem si fanno strada guadagnando il civico 16 di vicolo di Sant’Andrea delle Fratte. Pochi i big che scelgono l’ingresso principale. Arriva Roberto Morassut. Da’ la colpa della caduta alle “politiche finanziarie restrittive dovute a circostanze oggettive”. Salva Letta affermando che un “grande partito non si scioglie” ma sul nuovo leader non bisogna avere fretta perché “questa corsa per trovare una guida mi è parsa non dignitosa. Abbiamo bisogno di un congresso politico. Non ci serve un leader”.

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Diversa la versione di Graziano Delrio per cui “il rinnovamento è sempre la scelta giusta, ci sta” ma va fatto insieme perché si deve scegliere un leader in base ai contenuti. Per il dem è più importante pensare ai mesi di difficoltà che attendono il Paese e prima pensare alle esigenze dei cittadini “poi ci concentriamo- dice- su come possiamo rendere il nostro messaggio piu forte”. Tira dritto Simona Malpezzi, in un corridoio di giornalisti che le chiedono “si riparte con Bonaccini?”, “vi tenete il simbolo?”.

Arriva da Monica Cirinnà la prima freccia avvelenata verso il segretario del PD. L’illustre esclusa delle politiche parla di una “crisi dovuta al vecchiume della rappresentatività e alla mancanza di identità” e sottolinea che il partito “non è più nel Paese” e che sono rimasti in pochi ad avere le scarpe consumate”.

Qualche dichiarazione senza sorprese la rilasciano anche Emanuele Fiano e Lorenzo Guerini. Poi arriva la seconda stoccata a Letta, per mano di un’altra celebre delusa, Roberta Pinotti, che dichiara, riferendosi al segretario, che “ci vuole coerenza fra ciò che si dice e cui che si fa”.

C’è spazio anche per un siparietto esilarante che ha per protagonista il dem Andrea Romano, incalzato da un giornalista sulla partecipazione della moglie al Grande Fratello. Poi il deputato si fa serio e ricorda che il Pd “non solo non è finito ma, ha la funzione importante di fare opposizione a una destra che é ancora pericolosa per il Paese”. E promette: “Lavoreremo per l’interesse dell’Italia”.

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