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Da Di Battista a Renzi, tutti contro Lotito: emendamento vergogna

PoliticaDa Di Battista a Renzi, tutti contro Lotito: emendamento vergogna

ROMA – Sono bastati pochi mesi di carriera politica al presidente della Lazio Claudio Lotito per allungare la sua personalissima lista di contestatori. Pietra dello scandalo, stavolta, l’emendamento al decreto Aiuti quater che sostiene i bilanci delle squadre di calcio e che Lotito, da pochi mesi senatore di Forza Italia, sta difendendo strenuamente. Ieri sono piovute le critiche di Alessandro Di Battista che ha definito “una vergogna” la proposta di spalmare su cinque anni i debiti delle squadre di calcio; oggi arriva anche il benservito di Matteo Renzi, che accusa Lotito di avere un conflitto d’interessi “grande quanto una casa”, proprio in virtù del suo doppio ruolo di senatore e presidente di una società di Serie A.

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A Lotito non è servito molto per entrare negli ingranaggi parlamentari. Meno di un mese fa è stato eletto vicepresidente della Commissione Bilancio e Programmazione economica del Senato, poi membro della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama. Quindi ha firmato due emendamenti a tema pallone: uno per prolungare le licenze di trasmissione e un altro contro le trasmissioni pirata online. Infine, in questi giorni caratterizzati dall’inchiesta che ha coinvolto la Juventus sul caso-plusvalenze, il suo nome è rimbalzato più volte tra coloro che difendono l’emendamento contenuto nel decreto Aiuti quater che permetterebbe alle società di posticipare i debiti Irpef, Iva e Inps senza sanzioni e interessi, con uno scudo penale ed amministrativo.

Davvero troppo per un tradizionale censore come Di Battista. Il ‘lodo-Lotito’, ha sottolineato l’ex esponente M5S, “è una vergogna” perchè con un’economia che “sta andando a picco si pensa a spalmare i debiti delle squadre di calcio”. Pronta la replica di Lotito: “Non c’è una norma per il calcio ma per lo sport italiano”. Oggi l’affondo di Renzi che propone di dare quei soldi alle società sportive dei dilettanti e alla cultura: “Lotito ha un conflitto di interesse su questa vicenda grande come una casa, essendo anche proprietario della Lazio. Finché le società saranno gestite in modo chiuso come dimostra l’incapacità di incamerare risorse dai diritti televisivi, il calcio italiano sarà condannato a perdere”. Pure su questo però, il senatore azzurro era già intervenuto: “Norma ad personam? contro di me è in corso una caccia alle streghe. Mica di mestiere faccio il presidente della Lazio! Allora solo i disoccupati dovrebbero far politica. Anzi nemmeno, perchè su certi temi pure loro hanno interessi…”.

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