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Crosetto: “Governo guerrafondaio? Conte mistifica la realtà”

PoliticaCrosetto: “Governo guerrafondaio? Conte mistifica la realtà”

ROMA – “Il Governo non ha approvato l’invio delle armi in Ucraina ma la cornice giuridica all’interno della quale si potrà decidere se mandare le armi. Al momento il Governo non ha ancora deciso nulla, per quello mi ha dato fastidio il termine ‘guerrafondaio’ usato da Conte“. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato a ‘Mezz’ora in più’ su Rai 3.

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Stiamo facendo tutti atti legati al governo precedente, cui partecipava Conte – ricorda Crosetto -, quindi sto dando esecuzione a cinque decreti approvati dallo scorso governo. Ma ho capito che l’uomo è così, mistifica la realtà“, è l’atto di accusa del ministro nei confronti del leader del M5S.

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CROSETTO: “LA NATO NON SI DISCUTE”

Il titolare della Difesa assicura anche che la postura dell’esecutivo è solida e non ci sarà alcun riposizionamento: “L’alleanza Nato non è una decisione di questo governo o dell’esecutivo Draghi, fa parte di scelte di 70 anni fa. Ci si può dividere su questo ma nessuno può mettere in discussione l’Alleanza atlantica“.

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CROSETTO: “MANOVRA? NON C’È STATO IL DISASTRO TEMUTO”

Intervistato da Lucia Annunziata, Crosetto risponde anche sulla legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri e ora all’esame del Parlamento: “Con la Manovra avevamo l’urgenza dei tempi europei e un mondo finanziario che ci stava aspettando alla porta. La legge di bilancio è stata fatta affinché non fosse attaccabile da nessuno, infatti non c’è stata una parola in Europa. Il disastro che ci si aspettava non c’è stato”.

Il ministro della Difesa sottolinea poi che “il ceto medio negli ultimi anni non è più ceto medio, si è spostato verso il basso. Stiamo scivolando verso un impoverimento generale“.

CROSETTO: “PAGAMENTO ELETTRONICO POS NON SIA SOLO A CARICO DELL’ESERCENTE”

Infine, sollecitato dalla conduttrice di ‘Mezz’ora in più’, Crosetto interviene sulle discussioni intorno alla decisione del Governo di esentare dalle multe gli esercenti che rifiutano i pagamenti elettronici fino a 60 euro: “Come pago il caffè al bar? Come fa più piacere all’interlocutore, chiedo sempre anche ai tassisti. Sono per la libertà di tutti purché il pagamento elettronico non lo paghi solo l’esercente”, conclude il ministro della Difesa.

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