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Cosa succede dopo il voto? I tempi del nuovo Parlamento e Governo

PoliticaCosa succede dopo il voto? I tempi del nuovo Parlamento e Governo

ROMA – La diciannovesima legislatura comincerà formalmente giovedì 13 ottobre con la convocazione di Camera e Senato per la formazione dei gruppi parlamentari. Sarà la prima volta che le due camere si riuniranno con il nuovo assetto dovuto alla riforma del taglio degli eletti: 400 deputati e 200 senatori, più i 6 a vita. Finora i parlamentari erano rispettivamente 630 e 315.

L’ELEZIONE DEI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO

Il primo passo per i gruppi sarà indicare i presidenti delle assemblee. Quello del Senato, probabilmente, potrebbe essere eletto entro pochi giorni dalla prima seduta: sono previste due votazioni a maggioranza assoluta dei componenti e con la terza basterà la maggioranza semplice. Se dovessero tutte andare a vuoto, la quarta votazione prevede il ballottaggio tra i candidati che al terzo scrutinio hanno ottenuto più voti.

Alla Camera, invece, è necessaria una maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni (la seconda computa tra i voti anche le schede bianche) e poi dalla terza è sufficiente la maggioranza assoluta. Prima delle consultazioni del Quirinale, i gruppi dovranno eleggere i capigruppo.

LE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO GOVERNO

Quindi, una volta che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà affidato l’incarico, il presidente incaricato svolgerà le sue consultazioni, per poi tornare al Colle a sciogliere la riserva con la lista dei ministri. Secondo le previsioni più ottimistiche il nuovo esecutivo potrebbe giurare tra l’inizio e metà di novembre.

Il risultato delle urne farebbe pensare a una maggioranza chiara di centrodestra, ma non si possono comunque escludere tempi più lunghi. Nel 2018, ad esempio, ci vollero 90 giorni per arrivare al governo gialloverde del Conte 1.

LE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Dopo si procederà alla formazione delle commissioni parlamentari. Il Senato ha già cambiato il regolamento, riducendo da 14 a 10 le commissioni permanenti a causa della riduzione dei parlamentari. Cosa che però non ha ancora fatto la Camera. Un altro problema che si pone è quello delle commissioni bicamerali, che non sarà facile far funzionare con un terzo degli eletti in meno.

Sarà subito operativo il Copasir: si formerà un organismo temporaneo con i membri del Comitato precedente che sono stati rieletti. È probabile che si costituisca anche una commissione speciale, innanzitutto per esaminare il terzo decreto Aiuti varato dal governo Draghi e per dare i pareri al Pnrr.

LA LEGGE DI BILANCIO

L’appuntamento sullo sfondo è quello della legge di bilancio, da approvare entro fine anno. Già domani il Consiglio dei ministri potrebbe dare il via libera alla nota di aggiornamento di bilancio solo “tendenziale” (a legislazione vigente) presentata dall’esecutivo Draghi. Il governo uscente probabilmente dovrà anche scrivere il Dpb, il Documento programmatico di bilancio, con l’impianto della manovra da inviare alla Commissione europea entro il 15 ottobre.

Il nuovo governo, infine, dovrà aggiornare il quadro programmatico dei conti pubblici e portare la manovra in Parlamento. Avrà solo un mese e mezzo per approvarla.

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