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Copagri Lombardia: prezzo del latte, non abbassare la guardia

AttualitàCopagri Lombardia: prezzo del latte, non abbassare la guardia

Situazione non negativa, ma costi di produzione restano alti

Roma, 28 set. (askanews) – “A fronte di un quadro generale che possiamo definire non negativo, caratterizzato da una sostanziale tenuta al rialzo del prezzo del latte, è importante non abbassare la guardia per scongiurare ingiustificati e deleteri cali, che farebbero ripiombare nell’incertezza migliaia di allevamenti lombardi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere intervenendo ieri al Tavolo latte in Regione Lombardia presieduto dall’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi.

“Nonostante il lieve incremento del prezzo del latte, infatti, va registrato un analogo aumento dei costi di produzione e delle materie prime, a partire dall’energia, schizzati alle stelle già a seguito della fase pandemica e del drammatico conflitto in atto sul versante comunitario orientale”, ha proseguito Cavaliere, evidenziando che “sulla base di nostre elaborazioni, il costo di produzione del latte è aumentato di circa 10 centesimi al litro nel 2022 e di altri 2,5 centesimi al litro nel 2023, superando i 53 centesimi al litro circa”.

Tra i costi a carico degli allevamenti, a farla da padrone restano i mangimi e gli alimenti, aumentati di 4 centesimi al litro nel 2022 e di quasi 1 centesimo al litro nel 2023, con incrementi significativi anche per le spese agricole, l’acquisto di carburanti e il prezzo dell’energia.

“Nell’esprimere cauta soddisfazione per l’attuale contingenza, nella quale le aziende riescono a coprire i costi di produzione, fatto questo senza precedenti negli ultimi quindici anni, ribadiamo la necessità – ha aggiunto il presidente – di continuare a lavorare per addivenire a una individuazione strutturale e una certificazione del costo di produzione del latte, in modo da orientare il settore e soprattutto le conseguenti dinamiche di prezzo e di intervento, a totale beneficio della trasparenza del filiera e del mercato”.

“Tale intento, oltre che in sede regionale, andrà declinata anche a livello nazionale, tenendo sempre presente che dalla Lombardia, dove operano quasi seimila allevamenti, dipende circa la metà della produzione lattiero-casearia del Paese”, ha rimarcato Cavaliere.

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