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Cnpr Forum; Gelmini: “Dal governo 13 miliardi per ridurre caro-bollette”

EconomiaCnpr Forum; Gelmini: “Dal governo 13 miliardi per ridurre caro-bollette”

“Per l’attuazione del Pnrr ritengo la collaborazione con i commercialisti fondamentale sia in fase progettuale che per la rendicontazione”

Parla la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie che ha partecipato al webinar con Luca Asvisio, Giovanni Battista Calì, Marcella Caradonna, Marco Cuchel, Enrico Terzani e Paolo Longoni

“Lo scostamento tecnico dalla cifra di 13 mld di euro indicata dal Parlamento è una risposta concreta alla necessità di ridurre gli elevati costi delle utenze di imprese e famiglie. Abbiamo previsto crediti d’imposta per le imprese ad alta intensità energetica, ridotto le accise sui carburanti e una serie di misure per ridurre i costi fissi delle imprese. Tuttavia, bisogna capire che questa situazione è stata influenzata non solo dall’aumento dei costi, ma anche dai numerosi ‘no’ degli ultimi anni. Dobbiamo ripartire con una politica del ‘sì’, soprattutto nel settore della produzione di energia, sbloccando rigassificatori, nucleare e centrali a energia rinnovabile”.

Queste le parole di Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, nel corso del Cnpr Forum “Dopo la pandemia e la guerra ora crisi energetica e inflazione. Gli obiettivi e le proposte per sostenere un Paese stremato”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

“Non escludiamo la possibilità di ricorrere in futuro a un ulteriore indebitamento se utilizzato solo per situazioni di emergenza dei costi energetici e in misura limitata – ha proseguito il ministro Gelmini – e riteniamo assolutamente grave che non sia stata prevista l’approvazione definitiva della delega fiscale. Il documento prevede misure per le imprese e i professionisti, una riduzione della pressione fiscale e un equo compenso. È stato un errore bloccare tutto questo”.

Il Ministro dell’Interno ha poi risposto alle domande del Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti. Una delle priorità indicate dal rappresentante di Action è “ridurre il costo del lavoro dedicando tutte le risorse per consentire a imprenditori e liberi professionisti di essere impiegati. È meglio spendere i fondi in questo modo, invece di destinarli a innumerevoli bonus e micro-misure che non generano crescita e benessere in Italia. Il Super Bonus va rivisto, ma è una misura che finirà sempre in ogni famiglia, e bisogna stare attenti alle frodi. Per quanto riguarda la flat tax, l’ho sostenuta in passato, ma credo che sarebbe costosa e difficile da mantenere con un bilancio come quello italiano. Infine, ritengo che la collaborazione con i commercialisti sia fondamentale per l’attuazione del PNRR, sia nella fase di programmazione, dove lavorano con le imprese e gli enti pubblici per aiutare le PA a rispondere alle gare d’appalto, sia nelle funzioni amministrative e di certificazione per la rendicontazione delle spese. L’assistenza degli esperti è fondamentale per le scelte politiche successive. È necessario istituire un tavolo in accordo con il Parlamento per affrontare temi come il bilancio, la concorrenza e la fiscalità”.

Luca Asvisio (presidente dell’Odcec di Torino) ha riconosciuto l’importante lavoro svolto dal Governo Draghi e ha sottolineato: “Apprezzo particolarmente la competenza nella stesura dell’agenda e il suo riflesso nell’attività amministrativa. Il destino del bonus fiscale e del super bonus non è ancora chiaro all’opinione pubblica italiana. Questa misura, il cui dibattito politico è stato spesso ostacolato dalle divergenze di posizioni dei partiti, ha invece bisogno di essere pianificata nell’immediato futuro per eliminare questa incertezza, che considero negativa per i professionisti e i contribuenti”.

Giovanni Battista Calì (numero uno dei commercialisti a Roma) ha dichiarato: “Tra i tanti temi che hanno caratterizzato la campagna elettorale, quello fiscale è chiaramente la categoria più importante. Il tema più caldo è la flat tax, che divide i partiti. Da un lato, i sostenitori di misure che probabilmente avranno successo nella lotta all’evasione fiscale e, dall’altro, la necessità di una copertura economica nel bilancio dello Stato, difficilmente sosterranno un impegno di questa portata. Per evitare di fare passi falsi, dobbiamo elaborare proposte supportate da cifre”.

Per quanto riguarda la semplificazione, Marcella Caradonna (presidente dell’Odcec di Milano) ha affermato: “L’evidenza dimostra che la legislazione di semplificazione adottata dai Governi che si sono succeduti è sempre partita dallo spirito positivo di alleggerire il carico burocratico, ma si è sempre trovata a fare i conti con l’applicazione specifica delle norme che rendono tutto più complesso. Sarebbe opportuno organizzare un tavolo tecnico con l’Agenzia delle Entrate per affrontare in modo specifico questo annoso problema”.

Enrico Terzani (presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Firenze) ha evidenziato la questione della gestione delle cartelle esattoriali. “Tutte le cartelle notificate ai cittadini italiani dall’Agenzia delle Entrate, alcune delle quali risalgono a dieci anni fa, hanno approfondito la confusione e la frattura nel rapporto tra fisco e contribuente. La precedente amministrazione ha proposto misure come il saldo e stralcio o la ‘rottamazione’. Aspettiamo di vedere cosa farà il prossimo esecutivo”.

Marco Cuchel (presidente dell’Associazione nazionale commercialisti) ha ripreso l’atout del Ministro Gelmini sulla gestione del PNRR: “Tutti pensano che questo piano sia un’occasione unica che non va sprecata. Ne sono convinto anch’io. Dopo una fase di pianificazione dettagliata, dobbiamo passare alla gestione concreta delle risorse. Il ruolo dei commercialisti nei diversi processi necessari per l’attuazione del piano deve essere riconosciuto a tutti i livelli decisionali se vogliamo davvero dare a questo Paese la svolta che sta aspettando”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr): “Una delle debolezze dell’azione politica è la sua dipendenza dai decisori che devono ricorrere alle strutture burocratiche. È come se la burocrazia determinasse direttamente indirizzi e scelte. Ne è prova la recente emanazione di una serie di cinque decreti di semplificazione, che non semplificano nulla e sono pieni di suggerimenti per rafforzare la burocrazia. Sarebbe opportuno avviare un serio confronto con le parti sociali per analizzare meglio le norme emanate”.

Michele Santomauro

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