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“C’era una volta la favola”, tra rolex e borse la guerra Totti-Ilary finisce sul New York Times

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ROMA – C’era una volta. Comincia così, come tutte le favole che si rispettino, la storia di Francesco e Ilary. Il gossip non ancora saturo di casa nostra finisce oltreoceano, addirittura sulle pagine del New York Times. Love actually. C’era una volta in cui lui, Totti, “il principe del calcio italiano”, festeggiava i gol facendo vedere la maglietta con “Sei unica”, “You’re the One”, per dirla con una delle tante lingue parlate dall’amore. E c’era una volta lei, Blasi, la “showgirl che gli aveva rubato il cuore”. Venti anni, un matrimonio in diretta tv e tre figli dopo, è finita con lui che accusa lei del furto dei Rolex. “Una travagliata separazione che offusca una leggenda del calcio romano”, il titolo scelto dal New York Times.

Dettagli già tritati e masticati sulle latitudini italiche – con i voraci del settore che aspettano nuovi brandelli dalla prima udienza di separazione fissata all’11 novembre – ma evidentemente succulenti per il prestigioso quotidiano statunitense. “Lei nasconde i suoi Rolex e lui tiene in ostaggio le sue Jimmy Choo”, scrive Jason Horowitz seminando la suspense come in un film giallo. La sceneggiatura, in effetti, si scrive da sé. C’era una volta e non c’è più. Il cronista indugia sui particolari e indaga sulla sociologia romana, romanesca e romanista, spiegando che l’affare Totti-Blasi “per un Paese – e soprattutto una città – spesso afflitti da un profondo cinismo su fiabe, durata della felicità e persino sull’esistenza del vero amore, la rottura si è rivelata un trauma pubblico”. Ma anche “una manna per i tabloid”.

TOTTI, RITRATTO ROMANISTA

Il New York Times (che in verità si era già occupato della vicenda) prova a spiegare la portata della vicenda, con Totti presentato come “uno dei giocatori più celebri della sua generazione”, il “giocatore più amato della Roma, la storia della Roma”, il giocatore “venerato” in città “per essere rimasto con la squadra in un quarto di secolo di carriera”. Ne esce un ritratto pittoresco, un affresco cittadino e colorato (di giallorosso, ovviamente): “Più gli altri deridevano il suo accento romano, la grammatica abbreviata in dialetto e il vocabolario denso di provincialismo romano, più Totti diventava lo stemma umano della città“. Più l’autoironia del Capitano finiva anche nelle pubblicità televisive o nei libri di barzellette”.

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Il cinismo romano di cui sopra viene sconfessato nel passaggio sull’ultima partita di Totti, sulle lacrime in campo e sugli spalti, sul “pianto incontrollabile” che lo ha definitivamente trasformato nella “personificazione della fedeltà romana”. E però oggi sembra che “tutta Italia si sia concentrata sulla sua presunta infedeltà“. Lui, lei e l’altra. Ora però promossa ufficialmente dagli onori (e oneri) della cronaca. Noemi Bocchi, 34 anni, “fiorista, non è del tutto diversa dall’aspetto della signora Blasi”, sottolinea attentamente il New York Times cui non è sfuggita la somiglianza tra le due donne protagoniste del triangolo, amoroso e non, più famoso d’Italia. Con lei Totti sta cercando casa, mentre Ilary “per non essere da meno”, è stata immortalata a cena con un misterioso imprenditore nel settore immobiliare, mentre stringeva a sé come un bimbo appena nato una delle sue borse firmate”. Non è del tutto chiaro se un nuovo acquisto o un esemplare recuperato dal cumulo di merce sottratta, grazie all’intervento provvidenziale di un fabbro che ha riaperto la stanza del tesoro.

IL NYT: “A CHI ANDRÀ IL GATTO DONNA PAOLA?”

Insomma, il lungo resoconto trasportato nero su bianco ricostruisce con dovizia di particolari la genesi e lo sviluppo della storia. Dalle prime indiscrezioni del febbraio scorso al ‘negare sempre, negare tutto’ della coppia, fino all’inevitabile comunicazione a mezzo stampa. Tra Gps, investigatori privati, viaggi in Tanzania e video davanti alle vetrine di orologi, c’è spazio pure per Donna Paola, la gatta di casa Totti-Blasi, indicata come una causa di screzio proprio dal calciatore. E qui il New York Times si interroga sulla sorte del felino: andrà a vivere con lui o con lei?

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CENERENTOLA SI TRASFERISCE A ROMA NORD

E, a proposito di case, non manca come conclusione l’affondo del New York Times. “Come quello che appare la scena finale della storia di Cenerentola, Totti – rampollo del complicato quadrante di Roma Sud dove gli abitanti hanno il sangue giallorosso – sta cercando nella parte a nord della città“. Nientemeno “identificata come la patria dei rivali della Lazio”. Simboli e leggende, quelle sì, restano.
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