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Balneari, Fitto incontra le categorie. Soluzione in alto mare

AttualitàBalneari, Fitto incontra le categorie. Soluzione in alto mare

Nessuna risposta su indennizzi

Roma, 27 gen. (askanews) – Ancora in alto mare la soluzione per le concessioni balneari, per le quali il governo è sotto procedura di infrazione europea a causa del mancato rispetto della direttiva Bolkenstein sulle liberalizzazioni. L’Esecutivo, ad opera del Ministro per gli affari europei, Raffaele Fitto, in questi giorni sta ascoltando singolarmente le associazioni di categoria per sondare il terreno tra due possibili strade: prorogare le attuali concessioni, che avrebbero scadenza al 31 dicembre 2023, alla fine del 2024; prorogare di circa tre mesi i termini per l’eserizio della delega al governo per la riforma del settore, delega che scadrebbe il 27 febbraio 2023. Per la proroga delle concessioni, la maggioranza ha già presentato e ‘segnalato’ emendamenti al decreto ‘milleproroghe’ all’esame del Senato, giudicati ammissibili. Ma questa proposta di modifica ha già allarmato la Commissione di Bruxelles, contraria ad allungare ulteriormente i termini delle concessioni attribuite senza una gara ad evidenza pubblica.

Il fronte dei balneari, a quanto si apprende, è diviso esattamente a metà, tra i favorevoli alla proroga delle concessioni (tra cui Cna e Assobalneari) e quelli disposti ad accettare il prolungamento della delega, soluzione questa che sarebbe preferita dal governo e che potrebbe risultare meno indigesta alla Commissione europea. Il tavolo interministeriale annunciato dal governo per sciogliere il nodo, dopo aver ascoltato le associazioni di categoria, non è stato ancora convocato.

In entrambi i casi l’esecutivo cerca di guadagnare tempo per individuare la soluzione più idononea a venire incontro alle esigenze della categoria, a cui sono state fatte promesse in campagna elettorale, e a rispondere alle richieste della Commissione europea. Negli incontri con le associazioni il governo non avrebbe dato certezza su due richieste sostenute con forza dai balneari, la proroga delle concessioni ante 2009 (prima dell’entrata in vigore della direttiva Bolkenstein) e gli indennizzi.

Assobalneari, in un comunicato, ha spiegato che la proroga di un anno delle concessioni, oltre a tutelare amministrazioni comunali e operatori, permetterebbe di lavorare alla mappatura degli spazi da cui emergerebbe, con ogni probabilità, la disponibilità di ulteriori tratti di spiaggia da mettere a gara. In questo modo, spiega Assobalneari, il governo “avrebbe in mano un argomento importante per un necessario confronto con la Commissione europea” e “riuscirebbe a tutelare le coste italiane dall’assalto di capitali stranieri mantenendosi nell’ ambito della corretta applicazione della Direttiva Sevizi”.

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