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    Scala, Meyer a Sgarbi: non mi sono mai sentito straniero

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    Sovrintendente: “Parole sottosegretario mi fanno pena”

    Milano, 7 dic. (askanews) – “Sono in Italia da trent’anni e la prima volta che sono venuto alla Scala era il 1980: non mi sono mai sentito uno straniero e mi sento a casa laddove si fa cultura. Per la prima volta ho sentito questa parola dura: ‘Straniero’, mi ha fatto pena. Sono sempre stato accolto a braccia aperte e mi fa pena adesso essere considerato come un cattivo straniero che non sa fare il suo lavoro. Sono 32 stagioni che dirigo prima l’Opera di Parigi, poi quella di Vienna e ora la Scala. Ho rispetto per questa persona che non conosco, ma che credo non conosca il mio lavoro”. Lo ha detto il sovrintendente della Scala, Dominique Meyer che ai cronisti ha replicato alle parole del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che aveva caldeggiato la nomina di un sovrintendente italiano per la Scala.

    “È positivo – ha sottolineato Meyer – che la politica si interessi dell’opera, si renderanno conto che alla Scala si lavora bene e che stiamo facendo un buon lavoro non solo per Milano: è un momento forte per la cultura italiana”.

    Ai cronisti che gli chiedevano delle polemiche sulla scelta di un’opera russa per l’inaugurazione della nuova stagione, il sovrintendente ha risposto: “Presentiamo un capolavoro della storia dell’arte e questo non significa un appoggio alla politica russa, sono cose diverse”.

    In merito al blitz degli ambientalisti che questa mattina hanno imbrattato la facciata del Teatro, il sovrintendente ha detto: “È una tragedia che questa gente non capisca che il mondo della cultura è a favore del verde, anche qui in teatro abbiamo un piano green”.

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