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    Palazzo Chigi contro le critiche di Bankitalia. Poi la frenata

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    Roma, 5 dic. (askanews) – La convinzione di Giovanbattista Fazzolari è che se la manovra riceve così tante critiche “è un buon segno, va bene” perché “vuol dire che non pende da nessuna parte”. L’elenco, però, si allunga di giorno in giorno: dopo i sindacati e Confindustria la nuova bordata arriva da Bankitalia che in audizione alla Camera boccia nettamente la decisione di alzare la soglia per l’uso del contante e di spostare a 60 euro il tetto per l’obbligo del Pos. “Rischiano di entrare in contrasto con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Piano nazionale di ripresa e resilienza e con l’esigenza di continuare a ridurre l’evasione fiscale”, spiega via Nazionale.

    Ma Giorgia Meloni ha deciso di trasformare la legge di bilancio nel suo fortino e se ieri è stata lei in persona, in diretta su Facebook, a difendere le misure più controverse – oltre a quelle sul contante, le modifiche al reddito di cittadinanza – oggi a scendere in campo è proprio il fidatissimo e ascoltatissimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’attuazione del programma. “Bankitalia – dice Fazzolari – è partecipata da banche private, è una istituzione che ha una visione, legittimamente, e questa visione fa sì che reputi più opportuno che non ci sia più di fatto utilizzo di denaro contante”. Insomma, ha interesse a volere “che i cittadini si avvalgano di una moneta privata del circuito bancario”. Parole che non piacciono all’opposizione che parla di “inaudito attacco” e chiedono che vada difesa “l’indipendenza e l’autonomia di Banca d’Italia”.

    Argomento che sta a cuore anche al Quirinale che, secondo fonti parlamentari, avrebbe esercitato la sua moral suasion affinchè ci fosse una rapida correzione di rotta. Fatto sta che alla fine palazzo Chigi è costretto alla frenata. “Fazzolari – precisano fonti di governo in serata – non ha mai messo in discussione l’autonomia di Bankitalia” e anzi ha ribadito “il pieno apprezzamento per l’operato di via Nazionale”. Insomma, “nessuna polemica”.

    Sull’obbligo all’uso del Pos, tuttavia, Giorgia Meloni ha un altro fronte aperto, questa volta con la Commissione europea che qualche giorno fa le ha recapitato un messaggio molto chiaro: se si mette in discussione quello che è un obiettivo nel Pnrr, anche i fondi diventano a rischio. L’opinione di Bruxelles sulla legge di bilancio italiana, fa sapere il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, arriverà “nei primi giorni della prossima settimana”.

    Nel frattempo la presidente del Consiglio ha un altro fianco da difendere: quello interno. Per mercoledì mattina a palazzo Chigi è convocata una nuova riunione con i capigruppo di maggioranza, nella stessa giornata vedrà anche i sindacati. L’obiettivo della premier sarà quello di serrare i ranghi in vista della presentazione degli emendamenti. Forza Italia continua a chiedere interventi più incisivi su pensioni minime e decontribuzione per chi assume i giovani. Ma il problema non è solo la manovra. Il partito di Silvio Berlusconi continua a insistere sulla necessità di una proroga almeno al 31 dicembre del Superbonus al 110% da inserire nel dl aiuti quater. “Abbiamo un accordo in questo senso con Giorgetti”, fa sapere una fonte. Ma per Fazzolari le cose non stanno così: Il superbonus resterà al 90% “non lo prororghiamo” anche perché “non è quello il problema. Il problema sono i crediti di imposta, stiamo tentando di trovare su questo una soluzione”, spiega.

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