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    In classe con la coperta: gli studenti protestano per le aule fredde

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    Foto da profilo Instagram Unione degli Studenti

    ROMA – Sciarpe, cappotti, coperte e guanti in aula per ripararsi dal freddo delle mura scolastiche. Con l’abbassarsi delle temperature, anche all’interno degli edifici scolastici inizia a farsi sentire il freddo e gli studenti alzano la voce. Dal nord al centro Italia, le organizzazioni studentesche in questi giorni stanno manifestando per chiedere condizioni migliori all’interno delle aule. “Sono anni che segnaliamo problemi di mancata manutenzione dei sistemi di riscaldamento che ogni inverno causano temperature bassissime nelle scuole- scrive la Rete degli Studenti Medi sulla sua pagina Instagram- Negli edifici scolastici, come previsto dal D.Lgs. 81/08, la temperatura non deve scendere sotto i 17 gradi, eppure raramente viene rispettato. Siamo stanchi di una scuola che non ci tutela nei nostri spazi. Il freddo a scuola come le problematiche legate all’edilizia scolastica sono causa di una manutenzione assente o insufficiente e di problemi strutturali che nessuno si è mai preoccupato di risolvere. Adesso basta. Facciamo rispettare i nostri diritti e mobilitiamoci per scuole sicure e accoglienti”.

    All’istituto Carducci di Cassino gli studenti si sono mobilitati con un sit in davanti scuola. Lo stesso è successo al ‘Marconi’ di Civitavecchia, dove gli studenti denunciano di seguire le lezioni in “aule fredde e gelide a causa del malfunzionamento del sistema di riscaldamento”. Secondo il racconto degli studenti, in questi giorni i giovani per proteggersi dal freddo hanno utilizzato coperte, cappelli, sciarpe e guanti. “È inaccettabile che si continui a fare affidamento su un sistema di riscaldamento che risale agli anni ’60. Non è possibile che non siano stati ancora presi seri provvedimenti per risolvere questo grande disagio. Svolgere lezioni in un ambiente in cui la temperatura è al di sotto della soglia minima dei 17° è illegale”. 

    Sempre a Civitavecchia, l’istituto Guglielmotti è rimasto chiuso il 28 novembre per un malfunzionamento all’impianto di luce, gas e acqua che “ha causato il non funzionamento dei riscaldamenti e dei bagni e hanno reso la scuola non idonea all’accoglienza degli studenti. Questi problemi erano già noti da sabato, nonostante ciò nessuno ha provveduto a risolverli ne ad avvisare il corpo studentesco. Tutti gli studenti, compresi i pendolari- denunciano gli alunni- hanno scoperto di dover tornare a casa solo una volta arrivati all’ora di entrata, perdendo un giorno di scuola”.

    Proteste anche al liceo Cairoli di Vigevano, dove i giovani hanno organizzato autonomamente uno sciopero davanti alla loro scuola per il freddo nelle classe. Una mobilitazione spontanea che ha visto gli studenti uniti insieme al personale docente. All’istituto Tulliano Arpino è scattata la Dad per evitare di fare lezione al freddo. Per la Rete degli studenti Medi è “assurdo” che la risposta al caro bollette possa essere la Dad. “La Dad non può essere una risoluzione, né un palliativo, serve che la politica si prenda le sue responsabilità gestendo e muovendo le ricchezze verso i soggetti che ne hanno bisogno, la scuola ne ha bisogno”, scrive la Rete Studenti Medi di Frosinone in un comunicato. La Rete degli Studenti, insieme all’Unione degli Studenti, hanno lanciato campagne social per invitare i giovani a inviare segnalazioni sulle condizioni di riscaldamento nelle aule. 

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