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    Giustizia, Pd: rivedere norme penali sui sindaci e Severino

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    Roma, 1 dic. (askanews) – Due proposte di legge (in realtà ddl, secondo il regolamento del Senato) per andare incontro alle richieste di tanti sindaci: le ha presentate il Partito democratico in una conferenza stampa congiunta dei gruppi di palazzo Madama e Montecitorio. “Avevamo lavorato nella scorsa legislatura ad un pacchetto di misure per tutelare il lavoro dei sondaci. La fine anticipata della legislatura ne ha impedito l’approvazione. A distanza di mesi ripresentiamo due disegni di legge e chiederemo che uno dei due testi venga messo all’ordine del giorno dei lavori della commissione Affari costituzionali. La richiesta in questo senso era forte da parte dei sindaci e l’assemblea dell’Anci della scorsa settimana lo testimonia”, ha spiegato la presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi.

    Le due proposte, come ha spiegato Anna Rossomando, vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia del Nazareno, intervengono da un lato “sui i cosiddetti reati omissivi in proprio, ovvero quelle condotte per cui rispondono i sindaci come figura di garanzia, fattispecie da quelle più colpose, dalla persona che rimane sotto un tunnel perché si è allagato, alla bambina che si è schiacciata il dito nella porta dell’asilo”; dall’altro lato si prevede una modifica alla legge Severino, “un intervento molto puntuale che riguarda quella parte nella quale i sindaci vengono sospesi dalla carica con una sentenza non passata in giudicato, cioè di primo grado”.

    “In prima commissione il Pd – ha sottolineato dal canto suo il vicepresidente dela commissione Affari costituzionali, Dario Parrini – ha indicato tra le sue priorità i due ddl. Ci auguriamo di registrare un consenso da parte di tutte le forze politiche, visto che molte si sono espresse in favore di norme di questo tipo, e di avere tempi celeri di esame del provvedimento, ricordo alcuni pezzi della discussione della scorsa legislatura: mi stupirei del contrario”.

    La presidente dei deputati democratici, Debora Serracchiani, ha rivendicato l’intenzione di “dare un segnale a questo governo: non c’è nessuna improvvisazione su questi temi, c’è il lavoro fatto nella scorsa legislatura. Continuiamo a essere preoccupati per il rinvio della riforma Cartabia e per alcune norme che sono state varate”. Quanto al rapporto col Governo sui temi della giustizia, “Meloni – ha ricordato la capogruppo dem – aveva presentato in passato una modifica all’articolo 27 della Costituzione che nella sostanza eliminava la funzione rieducativa della pena. Non è un caso che questo governo faccia dei tagli pesantissimi alla giustizia. Il Pd non andrà a palazzo Chigi, non farà ‘gite fuori porta’: farà di tutto perché la giustizia non diventi un terreno di battaglia politico-valoriale ma che si guardi all’interesse delle persone e del Paese e non si cambino questi principi fondamentali”.

    Un passaggio della conferenza stampa è stato dedicato anche al tema dell’abuso d’ufficio: “Sappiamo che c’è anche dibattito su questo, non abbiamo nessuna preclusione a discutere, tuttavia – ha osservato ancora Rossomando – dopo le modifiche intervenute nel 2020 che ne hanno ristretto molto l’ambito di applicazione e con la riforma Cartabia che prevede che non si richieda il rinvio a giudizio se non c’è una ragionevole certezza o probabilità della condanna, pensiamo che oggi in concreto le questioni più sentite dai sindaci sia quelle due sulle quali noi abbiamo le due nostre proposte”.

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