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    Il bonus Natale al deputato, contestati anche i M5s

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    DIRE – Dalle restituzioni alle contestazioni per il bonus Natale. E’ la traiettoria dei Cinque Stelle, alle prese con il caso dei 5.500 euro concessi dalla Camera dei deputati a ciascun parlamentare per l’acquisto di pc e tablet. Il bonus per le spese informatiche testimonia che sono davvero cambiati i tempi, da quelli in cui i M5s, in nome della loro diversità, si proponevano di aprire Montecitorio come una scatola di tonno. E per dimostrarlo praticavano le “restituzioni”. Ridavano ai cittadini una parte di quello che giudicavano l’indebito profitto dei parlamentari a discapito degli italiani: 2mila euro ciascuno – la cifra era variabile a seconda degli impegni e delle spese sostenute – che venivano devolute mese dopo mese per sostenere le aziende in difficolta’. Cosi’ hanno restituito 2,7 milioni di euro alla collettività (“lo abbiamo promesso e lo abbiamo fatto. Siamo orgogliosamente diversi”, si legge ancora per bocca di Giuseppe Conte sul blog del Movimento).

    LEGGI ANCHE: I deputati si regalano un bonus da 5.500 euro per tv, smartphone e computer

    5mila e 500 euro per le spese informatiche

    Ora invece, insieme agli altri gruppi parlamentari, si regalano il bonus tecnologia: per Natale, i deputati potranno acquistare pc e tablet a spese di Montecitorio per un totale di 5.500 euro a persona. La cifra è lievitata di 3mila euro rispetto alla scorsa legislatura. I pentastellati non solo non pensano più a restituire alcunchè, ma sono convinti che sia giusto far spendere allo stato 3mila euro in più a deputato.
    A cimentarsi in simile esercizio retorico è Filippo Scerra, deputato e questore del M5s. “Norma su spese e cancelleria, è un risparmio. Vi prego di leggere e condividere”, scrive sul suo profilo facebook, alla ricerca della comprensione di amici e militanti. Non trova comprensione e rischia di perdere qualche amico. Ecco il suo ragionamento. Scerra spiega che se si considerano anche le spese di cancelleria, nella scorsa legislatura il bonus Natale, chiamiamolo così, ammontava a 7500 euro, composto da 3mila euro una tantum per la tecnologia e mille euro l’anno per le spese di cancelleria. Quest’anno, invece, e proprio grazie a un suo intervento, alle onorevoli penne, matite e quaderni possono andare non mille euro l’anno come in passato ma “solo” 320 euro. In totale, osserva, c’e’ un risparmio. Nel complesso, poi, il bilancio di Montecitorio non fa segnare spese aggiuntive. Ma Scerra dimentica di dire che ora i 5500 euro possono essere spesi integralmente per le attrezzature informatiche. Mentre in passato il budget era “solo” di 2500 euro. Quindi l’aumento c’e’ stato. Quanto alle spese di cancelleria, passano è vero da mille euro a 320 l’anno, ma alla fine il risparmio su questo fronte quasi annulla quello sul lato tecnologico. Come gli fa notare Alessandro Gallo su facebook: “Un risparmio di 400€ su tutta la legislatura. Complimenti vivissimi per il lavoraccio”.

    La contestazione della base M5s: perchè questi soldi extra?

    I suoi amici social sono tutt’altro che amichevoli. Insomma, dalle restituzioni alle contestazioni per il bonus Natale. “Avete il coraggio di parlare di risparmio?”, chiede ad esempio Rossella Fidanza. “Usate quei soldi per comprarvi una calcolatrice, magari evitate la prossima volta di giustificarvi in modo ridicolo”, e’ il suo consiglio. E Marco Falcetelli gli fa notare che le spese invariate della Camera mal si conciliano con la riduzione dei deputati, che passano da 600 a 400. “Io con i computer ci lavoro ma se devo comprarmelo nuovo devo ritagliare il prezzo dallo stipendio, nessuno mi dà soldi in più per lavorare. Per quale motivo voi dovreste avere soldi extra?”, chiede. Sono a ben guardare le stesse domande che i parlamentari M5s rivolgevano a quelli che all’epoca additavano cumulativamente come ‘la casta’. Scerra se ne rende conto. E aggiunge un post scriptum: “Alcuni mi chiedono di eliminare completamente queste spese. Non so se sia corretto eliminarle, ma ricordo che il sottoscritto è in minoranza nel collegio dei Questori”. Una creatura nuova circola a Montecitorio: la tolleranza pentastellata. Ma pur facendone sfoggio, Scerra dimentica di riferire che non ha votato contro e dunque non ha dovuto subire la posizione dei colleghi Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia e Alessandro Manuel Benvenuto della Lega. Dire la verità, senza omettere nulla, non costa. E’ gratis. Ps.: Si’ con 14mila euro al mese, biro e matite i deputati possono pagarseli da soli.

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