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    Bce, Schnabel: alzare ancora tassi, manca spazio per rallentamenti

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    Punta il dito contro attese su cambio di passo e misure bilancio

    Roma, 24 nov. (askanews) – Alla Bce “dovremo alzare ulteriormente i tassi di interesse, probabilmente in territorio restrittivo in modo da assicurare che l’inflazione torni al nostro obiettivo di medio termine il più velocemente possibile e che non si materializzino effetti di secondo livello”. Lo affermato Isabel Schnabel, la componente tedesca del comitato esecutivo della Bce, secondo cui “i dati pervenuti finora suggeriscono che lo spazio per rallentare il ritmo dei rialzi dei tassi resta limitato, anche se ci stiamo avvicinando al tasso stimato alla neutralità”.

    Intervenendo a un convegno a Londra tra economisti e esperiti sulla Banca d’Inghilterra, Schnabel ha puntato il dito contro le misure di politica economica che rischiano di remare contro gli sforzi della politica monetaria per far calare l’inflazione, lamentando che la maggior parte dei provvedimenti contro i rincari dell’energia “non sono mirati”. E che questo può creare “un conflitto” tra le politiche monetarie e quelle di bilancio.

    Ma guardando più nello specifico ai compiti della Bce, “i tassi reali restano in territorio negativo secondo molte misure, significando che è probabile che la linea resti troppo accomodante”. Secondo Schnabel “le aspettative dei mercati di un cambio di passo hanno recentemente lavorato contro i nostri sforzi per rimuovere l’accomodamento monetario, portando l’attuale linea ulteriormente lontano da quella che è richiesta per riportare l’infrazione al target”. Un modo indiretto di lanciare accuse, presumibilmente, contro coloro che, anche nella stessa Bce, vorrebbero rallentare il ritmo della stretta monetaria.

    Questo, a detta di Schnabel “aumenta il rischio che gli effetti di primo livello dei rincari di energia e alimentari eventualmente si trasformino in effetti di secondo livello. Più durerà l’inflazione a livelli inaccettabilmente alti, maggiore sarà il rischio che le aspettative di inflazione si aggiustino in un modo che possa mettere a rischio gli obiettivi di stabilità dei prezzi”.

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