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    Un cortometraggio per dire ‘no’ a bullismo, violenza e omofobia

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    ROMA – Lorenzo è un ragazzo adolescente, omossessuale, molto timido e chiuso. Porta lo smalto blu cobalto sulle unghie delle mani e la matita intorno agli occhi. A scuola viene bullizzato da Saverio, un suo compagno di classe che rende le sue giornate un inferno.
    Lorenzo sa che ogni giorno, lo attendono insulti, spallate, aggressioni di ogni genere, fisiche e verbali. Per fortuna c’è Lola, la sua migliore amica che gli sta sempre vicino, lo aiuta a superare i momenti difficili e lo difende dalla cattiverie di Saverio.

    Un giorno, nel bagno della scuola, Lorenzo viene aggredito, con insulti legati alla sua sessualità e riceve l’ennesima violenza, una secchiata d’acqua, che Saverio riprende con il proprio smartphone e pubblica sul web. Quando Lorenzo si accorge che il video dell’aggressione è on line e vede che tutti i compagni mettono ‘like’ e commenti che lo scherniscono, rimane sconvolto, non comprende tanta cattiveria.
    Lola, che in quel momento si trova vicino a lui, cerca di farlo reagire, ma Lorenzo scappa via anche da lei.

    DALL’IDEA DI FARLA FINITA ALLA VOGLIA DI RISCATTO

    Corre sul terrazzo di casa perché vuole farla finita, ma incontra il suo sguardo riflesso su un vetro di una finestra: improvvisamente cambia espressione, si siede, prende il suo smartphone e trova il coraggio di avviare una diretta sui social, parlando di sé, rispondendo a tutte le persone che lo stanno deridendo, si ribella a tutto e tutti, lo fa con tono pacato e stanco, ma con fermezza e decisione.

    Si dichiara senza paura per quello che è, confermando che non cambierà per nessuno, perché la sua vita è importante e ne vale la pena. Le parole del ragazzo entrano improvvisamente nel cuore di tutti, anche di quelli che lo hanno deriso, la sua diretta diventa virale e Saverio, il bullo, viene abbandonato da tutte le persone che fino a poco prima lo aveva sostenuto.

    L’ARRIVO A SCUOLA DI LORENZO E DI SAVERIO

    La mattina seguente Lorenzo fa il suo ingresso a scuola, i compagni lo aspettano all’ingresso e lui ha quasi paura di entrare ma viene accolto da tanti applausi e affetto e capisce di essere stato finalmente accettato. Poco dopo, a scuola arriva Saverio, ma per lui nessun applauso, solo silenzi, indifferenza e sdegno: ad attenderlo ci sono il professore e i dirigenti scolastici che lo espellono immediatamente. Nonostante tutto, Lorenzo lo perdona. E con un un finale a sorpresa.

    È la storia di Lorenzo e Saverio raccontata nel cortometraggio ‘Blu cobalto’, scritto e diretto da Nunzio Fabrizio Rotondo e Paolo Vita, realizzato dal Laboratorio ‘Una donna’, in collaborazione con l’Istituto Giovanni Paolo II di Ostia contro la violenza e il bullismo e presentato oggi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Girato a Ostia con ragazzi non professionisti, il video si sofferma su episodi di bullismo e omofobia nelle scuole in età adolescenziale.

    PAOLO VITA: “BLU COBALTO INSEGNA IL RISPETTO PER IL PROSSIMO”

    “Il cortometraggio ‘Blu cobalto’ racconta la storia di un ragazzo omosessuale che si trova a subire le angherie di un bullo compagno di classe- spiega all’agenzia Dire il regista, Paolo Vita– ma che reagisce con dignità e capacità espressiva, tale da coinvolgere l’intera scuola, riesce a uscire dal suo incubo ritrovando i propri compagni schierati contro ogni forma di violenza“. “Questo corto- tiene a sottolineare- insegna ai ragazzi i valori fondamentali e il rispetto del prossimo all’insegna della non violenza”.

    In sala, oltre ai ragazzi dell’Istituto Giovanni Paolo II di Ostia, i protagonisti del cortometraggio, gli sceneggiatori, i registi e gli attori, moltissimi ospiti del mondo dello spettacolo e del cinema. Tra questi, la presidente del ‘Laboratorio Una Donna’, Maricetta Tirrito, Rachele Mussolini, Sergio De Caprio (Capitano Ultimo), Don Antonio Coluccia e il regista Ambrogio Crespi.

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