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    Gas, Commissione Ue svela i dettagli sul “price cap” dinamico

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    Tetto al prezzo ma solo se si allarga spread con mercato globale

    Bruxelles, 17 nov. (askanews) – La Commissione europea ha presentato e distribuito ieri agli Stati membri uno “schema dettagliato” con quasi tutti gli elementi operativi del proposto “meccanismo di correzione” del mercato del gas, o “tetto al prezzo dinamico”, secondo il mandato che era stato dato all’Esecutivo comunitario dal Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre, e secondo quanto prevede (agli articoli 23 e 24, ma senza entrare nei dettagli), la proposta di regolamento del Consiglio che la stessa Commissione ha presentato il 18 ottobre.

    Il meccanismo ha lo scopo di “limitare gli episodi di prezzi eccessivi del gas naturale non correlati ai prezzi di altre borse del gas”, in particolare sul mercato globale del Gnl, il gas naturale liquefatto, e si applicherà al prezzo dei derivati nella borsa Ttf del gas, che determinano poi i prezzi delle transazioni al dettaglio. Il meccanismo sarà predisposto a partire del primo gennaio 2023, per poter essere attivato quando si verificheranno precise condizioni sul mercato.

    Questo tetto consiste sostanzialmente in un divieto di eseguire gli ordini di derivati a un mese, nella borsa Ttf, con prezzi superiori a un limite preciso, ma il cui ammontare dovrà essere deciso ulteriormente. L’elemento di dinamicità è dato da un secondo indicatore: oltre al superamento del tetto, affinché la Commissione possa attivare il meccanismo di correzione deve verificarsi una divergenza (“spread”) rilevante fra il prezzo spot nella borsa Ttf europea e i prezzi del gas sul mercato globale (un paniere di prezzi spot del Gnl). Le due condizioni devono verificarsi entrambe contemporaneamente.

    Il valore limite dello “spread” col mercato mondiale, e la sua durata minima (cioè per quanti giorni debba permanere oltre quel limite), sono altre decisioni che, come il valore assoluto del tetto al prezzo, verranno determinate ulteriormente, tenendo conto della discussione con gli Stati membri. Lo stesso vale per la lunghezza del periodo in cui il meccanismo, che è d’emergenza e temporaneo, resterà attivabile, se necessario.

    Quando le due condizioni sussistono, il meccanismo di correzione del mercato potrà essere attivato direttamente e immediatamente dalla Commissione, secondo lo schema dettagliato presentato dall’Esecutivo comunitario, che differisce in questo da quanto chiedevano diversi Stati membri, ovvero un passaggio dal voto a maggioranza qualificata in Consiglio per confermare l’attivazione. Sarà sempre la Commissione, inoltre, a decidere quando, essendo venute meno le condizioni di mercato, si dovrà disattivare il meccanismo.

    Sono previste, infine, tutta una serie di misure di salvaguardia. Innanzitutto contro i rischi per la sicurezza energetica: verranno escluse dal “price cap” le transazioni fuori dai mercati regolamentati (Otc, “over the counter”), a cui potranno sempre ricorrere gli operatori in caso di emergenza; ma soprattutto, è prevista la possibilità per la Commissione di sospendere temporaneamente e immediatamente il meccanismo “se si verificano perturbazioni non previste che incidono negativamente sulla sicurezza dell’approvvigionamento e sui flussi del gas all’interno dell’Ue”.

    Altri “caveat” riguardano il fatto che il meccanismo non dovrà avere un impatto negativo sul funzionamento della stabilità e del funzionamento ordinato dei mercati dei derivati in tutto il settore energetico, né sui flussi di gas fra i paesi europei basati sui meccanismi di mercato, né sui contratti di lungo termine, né sulla riduzione della domanda prevista da un precedente regolamento Ue. In quest’ultimo caso, il meccanismo non si applicherà se gli obiettivi obbligatori di riduzione del consumo di gas negli Stati membri non saranno stati raggiunti.

    Il documento della Commissione servirà ora ad alimentare la discussione del Consiglio energia straordinario del 24 novembre, che dovrebbe innanzitutto approvare la proposta di regolamento presentata dalla Commissione il 18 ottobre, come precondizione per il passaggio alla fase successiva: quella, appunto, della definizione, sulla base di questo schema, degli ultimi dettagli operativi del meccanismo di correzione del mercato, che potrà poi essere varato probabilmente entro dicembre.

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