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    Cop27, ira ambientalisti per oltre 600 lobbysti industria fossile

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    “Cacciamo inquinatori criminali” dalle trattative

    Roma, 10 nov. (askanews) – Alla conferenza sul clima di Sharm el-Sheikh sono presenti oltre 600 lobbisti dell’industria dei combustibili fossili. Una notizia che ha scatenato le ire degli attivisti per la giustizia climatica provenienti da Asia, Africa e Americhe che hanno protestato chiedendo agli organizzatori della Cop27 di cacciare “gli inquinatori criminali”.

    “Siamo qui in rappresentanza di milioni di persone che chiedono che gli inquinatori siano cacciati” perché per “oltre mezzo secolo hanno nascosto la verità sui danni” causati dai combustibili fossili e hanno “ritardato l’azione a causa dell’avidità”, per questo non si può “consentire che siano i criminali a dettare le regole”, ha affermato Aderonke Lge di Public Participation Africa, secondo quanto riporta il Guardian.

    Nishant Kumar Alag dall’India ha aggiunto: “Sono inquinatori e violentatori, stiamo parlando di criminali. Chiediamo il diritto ad acqua, aria e terra pulite e nessun rifugio sicuro per i criminali”.

    Il Guardian dedica ampio spazio alla notizia della presenza dei lobbisti alla Cop27 sottolineando che rispetto alla conferenza di Glasgow dello scorso anno, il numero complessivo è aumentato del 25%. Sono in tutto 636 e rappresentano le industrie petrolifere e del gas, un gruppo più nutrito di qualsiasi altra delegazione all’evento delle Nazioni Unite in Egitto. Alla Cop26 la cifra era 503 e già superava in numero la delegazione di ogni singolo paese. Quest’anno l’unico Paese con una delegazione più numerosa sono gli Emirati Arabi Uniti, che l’anno prossimo ospiteranno la Cop28, che conta 1.070 delegati registrati, rispetto ai 176 dello scorso anno.

    Alla Cop27, “l’influenza dei lobbisti dei combustibili fossili è maggiore dei paesi e delle comunità in prima linea. Le delegazioni dei paesi africani e delle comunità indigene sono sminuite dai rappresentanti degli interessi aziendali”, ha affermato il gruppo Kick Big Polluters out, che si batte contro l’influenza dei lobbisti dei combustibili fossili durante i negoziati sul clima.

    I dati sui lobbisti, compilati dalle organizzazioni Corporate Accountability, Global Witness e Corporate Europe Observatory, mostrano la crescente influenza degli interessi del petrolio e del gas ai colloqui sul clima. I gruppi della società civile temono che la crescente presenza di questa componente possa ostacolare i negoziati in un momento essenziale quando si tenta ancora di mantenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C di riscaldamento.

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