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    di Emiliano Pretto e Mirko Gabriele Narducci

    ROMA – Dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Zingaretti alla Regione Lazio si è iniziato a parlare di un ‘campo largo’ per le prossime elezioni regionali. A stroncare subito l’idea è stato il leader del M5S Giuseppe Conte che, ieri in conferenza stampa, ha detto senza mezzi termini: “Con questi vertici del Pd abbiamo difficoltà a sederci allo stesso tavolo”. E oggi il leader di Azione, Carlo Calenda, intercettato mentre passava per caso in scooter accanto al tempio di Adriano a Roma ha detto: “Ma quale campo largo. Siamo solo in due (Pd e Terzo Polo ndr). Sediamoci a un bar e decidiamo”.

    CALENDA: “PD FACESSE UN BEL TICKET D’AMATO-BONAFONI”

    “Primarie? Su cosa? C’è un solo candidato. Ed è uno di loro. Bonafoni? Facessero un bel ticket”, dice il leader di Azione intercettato al Tempio di Adriano dove si era da poco conclusa la presentazione del Rapporto di fine mandato del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

    “A ROMA SERVE TERMOVALORIZZATORE, È MOLTO SEMPLICE”

    “Non esiste che in una città che sta messa come è messa Roma, il governatore della Regione Lazio dica che del termovalorizzatore non ne ha mai parlato e che lui non c’entra niente. E’ un modo per dire ‘Il Movimento 5 stelle può appoggiare il Pd in Regione perché il Pd non c’entra nulla con l’impianto’. Ma la mia interpretazione è che a Roma serve un termovalorizzatore. È molto semplice”.

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    ALLEANZA SINISTRA VERDI: “NOI PONTIERI TRA M5S E PD”

    Fare da ‘pontieri’ per favorire la ripresa del dialogo tra M5S e Pd in vista delle elezioni nel Lazio, con l’obiettivo di riproporre lo schema largo di alleanza del centrosinistra che ha sostenuto fino a oggi la Giunta di Nicola Zingaretti. Il tutto senza porre veti nei confronti del Terzo Polo, che però, con riferimento particolare a Carlo Calenda, dovrà superare “le proprie questioni ideologiche”. All’indomani della conferenza di Giuseppe Conte, tocca all’Alleanza Verdi Sinistra tracciare con la stampa la propria linea per le prossime regionali laziali, compito affidato ai due rappresentanti Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

    “Oggi siamo qui per rilanciare la necessità di non rinunciare alla costruzione di alleanze in grado di giocare la partita ed essere competitive. Nelle regionali, che sono a turno unico, la massa critica messa in campo è uno degli elementi a cui non si può rinunciare”, ha detto Fratoianni. Secondo il quale “la coalizione andrà innanzitutto ricostruita e crediamo che nessun modello sia riproponibie di per sé, a partire da quello delle politiche che noi stessi abbiamo definito insufficiente. Vogliamo andare oltre e costruire un’alleanza competitiva”.Alla domanda sull’eventuale appoggio alla candidatura di Alessio D’Amato, il segretario nazionale di Sinistra Italiana ha spiegato che “è necessario azzerare e congelare la discussione sui nomi, il tema è quello di cambiare schema per cambiare passo rispetto a una discussione che in questa forma rischia di creare un danno assai grande alla Regione, consegnandola alla destra, e anche al Paese perché non solo il Lazio è chiamato al voto, ma anche altre importanti Regioni tra cui la Lombardia”.

    Come Sinistra Verdi “pensiamo si debba costruire una convergenza e siamo convinti che nel merito sia possibile farla. Abbiamo idee capaci di indicare soluzioni al problema dei rifiuti superando tecnologie, come gli inceneritori, che non sono in grado di dare una soluzione e non solo secondo noi, ma anche secondo l’Europa. Dobbiamo lavorare sul merito, e crediamo che sul merito sia possibile costruire un elemento di convergenza e avanzamento”.Oggi, ha proseguito Bonelli, “facciamo un appello per costruire convergenze politiche e programmatiche per evitare di consegnare il Lazio alla destra, che già stiamo vedendo come governa, e dare una nuova visione del futuro della Regione Lazio. Per noi è un passaggio fondamentale, da noi c’è assoluta indisponibilità a riprodurre lo schema politico delle ultime elezioni che ha consentito alla destra di vincere le elezioni. Lavoriamo da subito per far sì che queste ore siano ore di dialogo e confronto politico dal punto di vista programmatico”.In quest’ottica, per il coportavoce dei Verdi “le indicazioni di Conte seppur generali sono condivisibili, ma non sono sufficienti perché è necessario introdurre elementi importanti come lo stop al consumo di suolo, una politica energetica che punti al raggiungimento degli obiettivi climatici, la battaglia contro l’inquinamento e l’introduzione di nuove tecnologie nella gestione dei rifiuti, perché ad esempio il problema del decoro di Roma non si risolve di certo con un inceneritore. E su questo chiediamo a M5S e Pd di parlare non solo per il bene della Regione ma per quello del Paese: noi vogliamo assumere la funzione di costruttori di convergenze e ponti partendo dalle attuali forze che oggi sostengono la maggioranza in Regione Lazio. È il momento della responsabilità e oggi noi ci assumiamo una responsabilità molto forte”.

    In termini di alleanze, per Bonelli “nulla è scontato, perché siamo fortemente determinati a dire a M5S e Pd che è ora di cambiare passo, lo schema delle politiche non è riproponibile perché quella frammentazione non solo non è stata compresa dagli italiani, ma ha creato profonda indignazione. Se si elimina la questione ideologica, come per Calenda sull’inceneritore, si possono verificare le condizioni per ricreare un’alleanza in grado di vincere”.E proprio sull’ipotesi di apertura al Terzo Polo, l’esponente dei Verdi ha sottolineato che “il problema di Calenda non è nostro, contano i programmi. Ricordo che il programma della Regione Lazio non prevede inceneritori, Calenda deve fare i conti con se stesso e con i propri eletti. Noi non mettiamo veti, per noi contano l’elemento programmatico e la ripresa del dialogo per il bene del Paese”.
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