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    Il governo celebra la fine del comunismo. Con Meloni torna il Minculpop?

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    ROMA – Il comunismo ha generato “regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare”. È quanto scrive il neo ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una lettera indirizzata alle scuole italiane in occasione del ‘Giorno della Libertà‘, istituito dal governo per celebrare la ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino. “Il crollo del Muro di Berlino segna il fallimento definitivo dell’utopia rivoluzionaria. E non può che essere, allora, una festa della nostra liberaldemocrazia”, prosegue il ministro.

    Queste frasi hanno scatenato i commenti dell’opposizione e qualcuno parla di lettura strumentalizzata del crollo del muro di Berlino confrontando le azioni del governo con quelle del regime fascista.

    LA LETTERA DEL MINISTRO AGLI STUDENTI

    “DAL CROLLO DEL MURO DI BERLINO NASCE UN’EUROPA LIBERA E DEMOCRATICA”

    “Care ragazze e cari ragazzi, la sera del 9 novembre del 1989 decine di migliaia di abitanti di Berlino Est attraversano i valichi del Muro e si riversano nella parte occidentale della città: è l’evento simbolo del collasso del blocco sovietico, della fine della Guerra Fredda e della riunificazione della Germania e dell’Europa. La caduta del Muro, se pure non segna la fine del comunismo – al quale continua a richiamarsi ancora oggi, fra gli altri paesi, la Repubblica Popolare Cinese – ne dimostra tuttavia l’esito drammaticamente fallimentare e ne determina l’espulsione dal Vecchio Continente.Il comunismo è stato uno dei grandi protagonisti del ventesimo secolo, nei diversi tempi e luoghi ha assunto forme anche profondamente differenti, e minimizzarne o banalizzarne l’immenso impatto storico sarebbe un grave errore intellettuale. Nasce come una grande utopia: il sogno di una rivoluzione radicale che sradichi l’umanità dai suoi limiti storici e la proietti verso un futuro di uguaglianza, libertà, felicità assolute e perfette. Che la proietti, insomma, verso il paradiso in terra. Ma là dove prevale si converte inevitabilmente in un incubo altrettanto grande: la sua realizzazione concreta comporta ovunque annientamento delle libertà individuali, persecuzioni, povertà, morte. Perché infatti l’utopia si realizzi occorre che un potere assoluto sia esercitato senza alcuna pietà, e che tutto – umanità, giustizia, libertà, verità – sia subordinato all’obiettivo rivoluzionario”.

    LEGGI ANCHE: Muro di Berlino, Meloni: “La libertà è anticorpo contro il totalitarismo�

    Continua la lettera: “Prendono così forma regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare. La via verso il paradiso in terra si lastrica di milioni di cadaveri. E si rivela drammaticamente vera l’intuizione che Blaise Pascal aveva avuto due secoli e mezzo prima della rivoluzione russa: ‘L’uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l’angelo fa la bestia’. Gli storici hanno molto studiato il comunismo e continueranno a studiarlo, cercando di restituire con sempre maggiore precisione tutta la straordinaria complessità delle sue vicende. Ma da un punto di vista civile e culturale il 9 novembre resterà una ricorrenza di primaria importanza per l’Europa: il momento in cui finisce un tragico equivoco nel cui nome, per decenni, il continente è stato diviso e la sua metà orientale soffocata dal dispotismo. Questa consapevolezza è ancora più attuale oggi, di fronte al risorgere di aggressive nostalgie dell’impero sovietico e alle nuove minacce per la pace in Europa. Il crollo del Muro di Berlino segna il fallimento definitivo dell’utopia rivoluzionaria. E non può che essere, allora, una festa della nostra liberaldemocrazia. Un ordine politico e sociale imperfetto, pieno com’è di contraddizioni, bisognoso ogni giorno di essere reinventato e ricostruito. E tuttavia, l’unico ordine politico e sociale che possa dare ragionevoli garanzie che umanità, giustizia, libertà, verità non siano mai subordinate ad alcun altro scopo, sia esso nobile o ignobile. Per tutto questo il Parlamento italiano ha istituito il 9 novembre la ‘Giornata della libertà‘. Su tutto questo io vi invito a riflettere e a discutere”, conclude il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

    FRATOIANNI: “MINISTRI GOVERNO MELONI VOGLIONO EGUAGLIARE MINCULPOP”

    “Prosegue l’eroica iniziativa dei ministri del governo Meloni per eguagliare il Minculpop. Dopo il titolare della cultura sulle fiction di destra, oggi tocca al titolare dell’Istruzione ergersi sulle macerie del Muro di Berlino, per dare una lezione quanto mai stantia sul comunismo”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra.“I problemi della scuola italiana- conclude il leader di SI- e delle famiglie, dei docenti e degli studenti naturalmente possono aspettare. Sono davvero ridicoliâ€�.

    MALPEZZI (PD): “DOPO LETTERA VALDITARA SARÀ MINISTERO ISTRUZIONE, MERITO E PROPAGANDA”

    “Alla denominazione ‘merito’, da oggi bisogna aggiungere ‘e della propaganda’. Come altro definire il MI dopo la lettera fuori luogo inviata da Valditara alle scuole con una lettura strumentale della caduta del Muro di Berlino? Ma perché il Ministro non si occupa di scuola?”. Così su Twitter la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi commenta la lettera del ministro Valditara ai dirigenti scolastici sulla giornata del 9 novembre.

    CIACCHERI: “DA VALDITARA LETTERA A STUDENTI FAZIOSA”

    “Trentatrè anni dopo la caduta del Muro di Berlino il neo Ministro Valditara affida a una lettera da leggere in tutte le classi del (sic) regno una orazione pubblica contro il Comunismo e l’utopia rivoluzionaria. Cosa direbbero i padri costituenti del nostro Paese che non ebbero la stessa opinione scrivendo insieme, comunisti, democristiani, repubblicani, azionisti la nostra carta fondamentale. Nessuna parola sulla guerra in corso che mina l’unità europea. Nessuna parola sui muri che crescono nel mondo e anche nella nostra Europa. Questa lettera ci dice solo che l’uso strumentale della storia sarà una chiave del nuovo governo. Ci attrezzeremo, magari usando le parole autorevoli che su questo anniversario ha saputo spendere bene e meglio in continua a leggere sul sito di riferimento

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