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    Il rettore avverte: “Nel dibattito sul merito non dimenticare la Costituzione�

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    “E’ molto acceso in questi giorni il dibattito rispetto al concetto di merito e non vorremmo che in tale dibattito si rischiasse di perdere il vero senso di ciò che è scritto nella nostra Costituzione: ‘anche se privi di mezzi’ è con ogni evidenza il punto qualificante del dettato costituzionale”. Lo afferma il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari, partecipando al convegno nazionale “Il diritto allo studio, presente e futuro. Contro le disuguaglianze”, promosso dall’Alma Mater insieme a Er.go, l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori.

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    “IL DIRITTO ALLO STUDIO È UNA CAUSA CHE CI SOLLECITA TUTTI”

    “Quando si parla di diritto allo studio- sottolinea Molari- la causa non è mai di questo o quell’Ateneo o di questa o quella istituzione, la causa è così importante che ci sollecita tutti senza eccezione, ci invita alla sinergia e alla condivisione dei problemi, delle soluzioni e degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo. Il diritto allo studio è un dovere iscritto a chiare lettere nella nostra Costituzione e riguarda ogni Ateneo e ogni istituzione, riguarda il nostro Paese”. L’articolo 34 della Costituzione “è la nostra guida”, continua il rettore, segnalando in particolare il passaggio in cui si legge che “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi”. E le parole “anche se privi di mezzi”, è il monito del rettore, rappresentano “con ogni evidenza il punto qualificante del dettato costituzionale, è in ogni caso il punto da cui discende il dovere di cui tutti siamo chiamati a farci interpreti ed esecutori: costituire un sistema di istruzione universitaria che rappresenti un autentico ascensore sociale, un terreno dove i talenti di tutti possano essere accolti e dare frutto”.

    “L’ALMA MATER INTENDE FARE LA SUA PARTE, INSIEME AGLI ALTRI ATENEI”

    L’Alma Mater “intende fare la sua parte e intende farla d’intesa con gli altri Atenei italiani, con tutte le istituzioni e gli enti coinvolti in questa doverosa quanto urgente impresa. Non ci interessa- dichiara Molari- essere un Ateneo di alta qualità se tale qualità non è aperta a tutti gli studenti potenziali, se non sostiene chi si trova in difficoltà, se non giova all’incremento del benessere reale del Paese, che non è e non può più essere semplicemente un benessere economico”.

    I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALL’UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

    A Bologna, nel primo anno di mandato “abbiamo adottato diverse misure per potenziare il diritto allo studio- fa il punto il rettore- riducendo le tasse su una fascia medio-bassa di Isee, cercando di rendere più equo e inclusivo il sistema di contribuzione studentesca anche sulle altre fasce e aumentando il supporto psicologico agli studenti in difficoltà“, tenendo conto del fatto che “dopo due anni di pandemia le richieste sono state davvero molto alte”. Inoltre, in tema di politiche abitative l’Ateneo è intervenuto “con un innovativo contributo affitti per 600 studenti”, ricorda Molari. Il rettore, infine, sottolinea la necessità di una “collaborazione sempre più decisa e fattiva sia con il territorio che con la regione e la città“, aggiungendo che “un allineamento tra di noi, qui in particolare sulla città di Bologna ma non solo, è fondamentale per cercare di superare i problemi che abbiamo, con idee che possono essere anche innovative e che possono rappresentare ad ogni livello un passo in avanti sul diritto studio”.
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