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    Emergenze umanitarie, l’appello: “L’Italia intervenga in sei ore, non in sei mesi”

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    ROMA – L’Italia deve imparare ad agire nelle emergenze “in sei ore” e non invece “in sei mesi”, come è stato finora: è l’appello rivolto da Nino Sergi, presidente emerito dell’ong Intersos, al nuovo viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli.

    INVITO AL GOVERNO MELONI

    In un’intervista con la Dire, a margine dello Humanitarian Congress al Maxxi di Roma per i 30 anni dell’organizzazione, Sergi riferisce di voler inviare “un messaggio forte”. “Di fronte all’emergenza, l’Italia ha un grande ruolo e ha guadagnato molte posizioni politiche” sottolinea il presidente onorario di Intersos. “E’ importante però che l’Italia impari ad agire nelle emergenze non in sei mesi, come normalmente avviene, quasi si trattasse di progetti di sviluppo normali, ma nel giro di sei ore”.Sergi aggiunge: “Ne vorremmo discutere con il viceministro; speriamo che sia attento a queste cose, perché la presenza italiana nelle emergenze fa bene all’Italia”.

    “PER LA PACE IN UCRAINA SERVE UN COMPROMESSO”

    Un compromesso per la pace “ci vuole sempre”: lo sottolinea Nino Sergi, presidente emerito dell’ong Intersos, commentando per l’agenzia Dire le manifestazioni in programma domani a Roma e a Milano sull’Ucraina.”Un compromesso ci vuole sempre e la mediazione ci vuole sempre”, dice Sergi, “ma nella giustizia, perché dove ci sono un aggressore e un aggredito bisogna partire da questo fatto e poi arrivare a una tregua per il dialogo e capire le ragioni degli uni e degli altri”.Il presidente emerito di Intersos continua: “Le ragioni non sono mai banali e bisogna approfondirle”. Rispetto poi all’attuazione del cessate il fuoco: “Nelle tregue non ci devono essere decisioni che favoriscano una parte o un’altra, altrimenti il dialogo diventa assolutamente complicato”.
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