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    Aosta Pride, la Lega ricorre al Tar. Il sindaco: “La battaglia resti politica”

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    La Lega ha presentato un ricorso al Tar della Valle d’Aosta per chiedere l’annullamento del patrocinio e del sostegno concesso dal Comune all’Aosta Pride che si è tenuto sabato 8 ottobre. L’amministrazione comunale ha concesso un contributo di 10.000 euro alle manifestazioni organizzate nelle due settimane precedenti, le cosiddette “Pride weeks”. Alla parata avevano partecipato quasi 4.000 persone. Il ricorso è stato depositato dagli avvocati Paolo Sammaritani, consigliere regionale della Lega, e Massimo Balì. È basato su presunti errori tecnici nella concessione del patrocinio e sul fatto che il regolamento comunale sui patrocini impedisca al Comune di concederlo a eventi aventi carattere politico.

    NUTI: “SBAGLIATO PORTARE BATTAGLIA IN TRIBUNALE”

    Questa mattina, in apertura del Consiglio comunale, il sindaco Gianni Nuti ha replicato alla Lega: “Diamo un nome alle cose: vogliamo fare una battaglia politica contro una certa visione del mondo? Fatela, ne avete il diritto. Ma nei posti giusti”. Poi Nuti ha argomentato: “Naturalmente non entro nel merito della questione che sarà oggetto di giudizio da parte di un altro organo dello Stato che non è quello politico, ma rileviamo innanzitutto che questi anni non sembrano averci insegnato qualcosa. I poteri devono essere divisi, separati. Devono lavorare in modo che ci sia un controllo reciproco, ma non per far politica utilizzando l’apparato giudiziario. Abbiamo anche creato molte sofferenze nelle persone, abbiamo alimentato un clima di odio e di contrapposizione”. Per Nuti, “mascheriamo la nostra idea dietro dei balzelli in punta di giurisprudenza” che pesano sulle “persone Lgbtq+, per cui voi dite che non c’è né Dio, né patria, né famiglia”.

    SINDACO: “BELLEZZA È CONFRONTO”

    Nuti ha proseguito: “Mi date la possibilità di dire che, per me, per loro c’è sia Dio, sia patria, sia famiglia. Perché il Dio, se noi diamo il nome a un’energia che è l’unica che noi possiamo percepire come trascendente, cioè quella dell’amore, ha mille modi per esprimersi e non siamo noi a poter dire ‘si esprime solo nell’amore tra un uomo e una donna’. La patria, perché io sono appartenente al genere umano, quella è la mia patria. E la bellezza della mia patria è la differenza e il confronto che la mia persona individuale può manifestare rispetto alle differenze con le quali io mi confronto”. Il sindaco di Aosta ha concluso: “La famiglia è un aggregato di persone che vivono la loro vita affettiva con uno spirito di rispetto, di amore reciproco e di libertà e non c’è questione di genere che conta”.

    GIORDANO TIEPIDO: “MANTENERE I CAMPI SEPARATI”

    “Sono convinto, l’ho sempre detto in quest’aula e anche in altri luoghi, che i campi devono stare separati”. Bruno Giordano, consigliere della Lega, già sindaco dal 2010 al 2015, si dimostra tiepido sulla decisione del partito a livello regionale di presentare ricorso al Tar contro il sostegno del Comune all’Aosta Pride. Giordano, storico esponente del Psi, spiega: “Ogni libertà o ogni acquisizione di libertà individuale deve essere perseguita con convinzione e si deve fermare soltanto dove inizia a ledere quella altrui. L’insegnamento mi arriva dal presidente Sandro Pertini. Quando me lo ha trasmesso, ero ancora sufficientemente giovane da ricordarmene ancora”.
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