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    Dalmonte (Caviro): salutismo semplicistico minaccia il settore vino

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    In Romagna è in corso il “Forum mondiale delle coop vitivinicole”
    Milano, 20 ott. (askanews) – “A causa di un approccio semplicistico e non supportato da dati, in Europa ma anche in numerosi altri Paesi del mondo, si sta delineando una scuola di pensiero che accusa anche il vino di essere dannoso per la salute al pari delle altre bevande alcoliche. Questo minaccia la sopravvivenza di un settore che affonda le radici nella nostra cultura e nella nostra storia e che sostiene la biodiversità e l’economia di molti Paesi”. Lo ha dichiarato Carlo Dalmonte, Presidente di Caviro aprendo il “Forum mondiale delle cooperative vitivinicole” organizzato tra Faenza e Forlì proprio dalla più grande cooperativa vitivinicola italiana, alla presidenza del gruppo per il 2022. “Bisogna distinguere il vino dalle altre bevande alcoliche: il vino è un prodotto mono ingrediente, tutti i componenti necessari per produrlo sono all’interno del grappolo d’uva, e l’alcol si forma naturalmente durante la fermentazione e circa l’85-86% del contenuto del vino è acqua” ha ricordato al Forum Luigi Moio, presidente dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), aggiungendo che “come bevanda alcolica è unica per il modo in cui viene ottenuta e per i forti legami con i territori in cui nasce, le varietà di uva tipiche di questi territori, la cultura e le tradizioni ad esso legate”. “Occorre però distinguere l’abuso dal consumo responsabile” ha aggiunto Moio, sottolineando che si tratta di “un concetto che, però, non può essere recepito se non si avviano processi di educazione per coloro che si avvicinano al vino”. “Non si combatte l’abuso proibendo ma facendo informazione” ha chiosato Luca Rigotti, coordinatore vino “Alleanza delle Cooperative Agroalimentari” e presidente del gruppo di lavoro vino del Copa-Cogeca, evidenziando che “tutti i consumi eccessivi sono dannosi e occorre investire nell’educazione rispetto ad un consumo moderato e consapevole”. “Su questo fronte occorre lavorare insieme – ha concluso – per trasferire il concetto di vino come alimento e qual è il modo giusto di consumarlo”. Al centro della prima giornata del meeting c’è stato un altro tema di interesse prioritario per il sistema vino, ossia l’economia circolare e il ruolo dell’agricoltura per la transizione ecologica. “Un vigneto produce una massa di prodotto di cui solo una parte diventa vino, una parte diventa vinaccia e feccia (inferiore al 20%) e sfalci di potatura” ha ricordato il Dg di Caviro, SimonPietro Felice, aggiungendo che “quanto più riusciamo a recuperare prodotti e energia anche dagli scarti, tanto più riusciamo a ottemperare alla nostra mission”. “Il modello di economia circolare è semplice, parte dalla vigna e alla vigna torna – ha proseguito – e per noi chiudere questo cerchio è stato molto importante, lo abbiamo completato con un fertilizzante che va a nutrire la terra da cui nasce l’uva”. La seconda giornata del Forum, tutt’ora in corso, ha visto gli ospiti riuniti al “tavolo della programmazione” per stabilire le prossime azioni. In particolare, si è discusso delle relazioni con gli organismi internazionali, OIV ma anche OMS e FAO, delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime per il packaging anche nell’ottica di creare gruppi di acquisto tra le cooperative del Forum, e di scambio di buone prassi. Al Forum, i rappresentanti delle principali cantine sociali di Italia, Spagna, Francia, Uruguay, Cile, Argentina, Portogallo e Brasile hanno deciso di unire le forze e coinvolgere nel dibattito esponenti del mondo scientifico e politico internazionale. La presidenza del Forum per il 2023 è stata data alla cooperativa argentina La Riojana. continua a leggere sul sito di riferimento

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