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    Turi: “Commercialisti determinanti per competitività delle aziende agricole”

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    Marzano (Confagricoltura Campania): “Applicare nuove normative per favorire lo sviluppo del settore”

    Domani alle ore 15 focus alla sede dell’Odcec Napoli (Piazza dei Martiri, 30)

    NAPOLI – “Lo sviluppo dell’agrifood in Campania è uno dei settori trainanti per la ripartenza economica della nostra regione. Una sfida che si deve vincere migliorando la competitività. Su questo terreno il contributo dei commercialisti è fondamentale nell’affiancare le imprese sia per ciò che riguarda la fiscalità che nel supporto tecnico per sfruttare tutte le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

    Queste le parole di Eraldo Turi (a sinistra nella foto), presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presentando il forum “Agricoltura e Agritech: analisi e prospettive dei regimi fiscali vigenti e delle agevolazioni finanziarie nazionali e regionali in corso” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti ed Esperti contabili di Napoli in collaborazione con Confagricoltura Campania che si terrà domani, giovedì 6 ottobre alle ore 15, presso la sede di piazza dei Martiri.

    “La Campania vanta una solida tradizione per ciò che riguarda le produzioni di qualità esportate in tutto il mondo – ha proseguito il numero uno dei commercialisti partenopei – e per consolidare questa posizione è necessario rispondere alle continue innovazioni richieste dai mercati internazionali.

    L’attività di consulenza dei professionisti, in quest’ottica, si rivela sempre più preziosa per orientare gli imprenditori nelle scelte strategiche finalizzate alla conquista di nuove fette di mercato tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

    Sul ruolo dell’agricoltura in Campania si è soffermato anche Fabrizio Marzano (a destra nella foto), presidente di Confagricoltura Campania: “L’agricoltura è un comparto fondamentale; la pandemia e la guerra lo hanno dimostrato.

    Occorre adoperarci affinché riaffermi il suo ruolo in un contesto di pace immediato. Ha normative specifiche, che ne tutelano l’attività, ma che devono essere ben applicate per raggiungere il loro scopo. In questo la componente fiscale è predominante.

    L’agricoltura si è evoluta negli anni, passando dal contadino alla società di capitali, pur continuando ad essere ‘agricoltura’, proprio per poter svolgere al meglio il proprio compito, nutrire il mondo nell’ambito di un’attività economica, che deve essere sostenibile sempre e non solo dal punto di vista ambientale”.

    Il rapporto tra professionisti e imprese agricole è stato sottolineato da Marilena Nasti (consigliere delegato dell’Odcec di Napoli): “I commercialisti guardano al settore dell’agricoltura e dell’agro industria con grandissima attenzione.

    Non è un caso che ci sia una commissione di studio appositamente dedicata al settore primario, che si presta con il convegno di oggi ad iniziare il suo ciclo di interventi affrontando temi fiscali e temi di interesse generale come quelli dell’applicazione del pnrr.

    E’ proprio il piano di ripresa e resilienza che in una  delle sue missioni primarie  denominata Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, si occupa appunto dei grandi temi dell’agricoltura sostenibile, dell’economia circolare, della transizione energetica, della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica degli edifici, delle risorse idriche e dell’inquinamento, al fine di migliorare la sostenibilità del sistema economico e assicurare  una transizione equa e inclusiva verso una società a impatto ambientale pari a zero.

    L’agricoltura sarà’ al centro di questo processo e noi come categoria professionale saremo pronti ad analizzare tutte le tematiche per supportare i nostri colleghi”.

    A fornire i numeri di questa realtà è Antonella La Porta (consigliere delegato dell’ordine napoletano): “Con un parterre che coinvolge  al momento 28 Università, 5 centri di ricerca e 18 imprese distribuite su tutto il territorio nazionale e rappresentative delle eccellenze italiane nel settore agrifood, è in fase di avvio “Agritech”, il Centro Nazionale per lo sviluppo delle nuove tecnologie in agricoltura, un progetto basato sull’utilizzo delle tecnologie abilitanti per lo sviluppo sostenibile delle produzioni agroalimentari, con l’obiettivo di favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’impatto ambientale nell’agrifood, lo sviluppo delle aree marginali, la sicurezza, la tracciabilità e la tipicità delle filiere.

    Sta crescendo una nuova consapevolezza dell’agricoltura e dell’alimentazione, che guarda alla sostenibilità, all’ambiente e alla tutela delle biodiversità. In questo quadro, le nuove tecnologie hanno un ruolo essenziale.

    L’agricoltura 4.0 è l’ultima fase dell’evoluzione che il settore agricolo ha attraversato nel corso del XX secolo. Parliamo di un cambiamento necessario per un settore che deve affrontare numerose sfide.

    La propensione a innovare è propria degli under 35: dal 2016 al 2019, il 22% delle aziende agricole ha investito in strumenti per l’agricoltura 4.0 e la maggior parte sono imprese con un organico composto prevalentemente da millennials.

    Dati positivi quindi, ma a cui si affianca qualche ombra, come le lacune infrastrutturali del nostro Paese e la necessità di strumenti di supporto sia fiscali che agevolativi.

    L’evento odierno consente una osmosi tra il settore consulenza propria dei Commercialisti ed il settore produttivo proprio attraverso lo scambio di notizie ed informazioni essenziali per l’incontro tra imprenditori agricoli, operatori e professionisti al fine di creare sinergie nei processi di innovazione aziendale”.

    Per Giuseppe Puttini (Consigliere delegato dell’Odcec Napoli): “La crisi Agroalimentare va affrontata anche grazie alle startup del settore agrifood, per conseguire obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusi nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, avendo ben chiara la necessità di produrre e sostenere iniziative finalizzate a fronteggiare uno scenario plausibile di crisi alimentare globale.

    Una possibile crisi internazionale nella quale, paradossalmente, anche l’Europa non resterebbe immune. L’Italia non è fra le prime a livello mondiale, per concentrazione di startup nel settore, orientate alla sostenibilità, e su questo bisogna lavorare, al pari di altri paesi fortemente innovatori come Israele e Norvegia”.

    Anna Maria Argentino (presidente della Commissione Agroindustria e Agricoltura grande distribuzione) ha evidenziato che “tra i nostri obiettivi vi è certamente quello di rafforzare il rapporto tra imprese agricole e mondo delle professioni per incentivare il dialogo istituzionale in agricoltura, uno dei settori cardine dell’economia, sia della nostra Regione, sia dell’intero Paese.

    Questo primo evento è stata un’occasione per rivederci tutti in presenza ed affrontare analiticamente il mondo della Fiscalità in Agricoltura, settore questo che rappresenta nel panorama nazionale un “piccolo paradiso fiscale” da studiare e adattare alle nuove sfide di sistema”.

    Parteciperanno all’evento anche Francesco Montanari (ordinario di diritto tributario presso l’Università di Chieti-Pescara e membro della Fondazione FICO) e Agostino Ingenito (presidente di AIGO e ABBAC).

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