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    Wartsila, Rosolen: la Regione ha rafforzato le tesi sindacali

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    La sentenza del giudice
    Trieste, 23 set. (askanews) – Grande soddisfazione e apprezzamento per la sentenza odierna del Giudice del lavoro di Trieste che non solo riconosce la condotta antisindacale, sostenuta anche dalla Regione, ma ottiene il risultato più importante di annullare la procedura avviata da Wartsila. E’ quanto espresso, in sintesi, dall’assessore regionale al Lavoro del Fvg Alessia Rosolen, in merito all’accoglimento del ricorso avanzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Trieste da parte del Giudice del lavoro che ha accolto le tesi del sindacato in merito alla materia che riguarda il comportamento antisindacale. Il fatto che il Giudice abbia ritenuto inammissibile l’intervento adesivo della Regione, ha aggiunto l’esponente della Giunta regionale, non sposta nulla dal momento che la stessa ha partecipato al giudizio rafforzando le tesi sindacali e che la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Regione verrà discussa il prossimo 28 settembre nell’udienza fissata a seguito del ricorso ex 700 del Codice di procedura civile. Il Giudice, peraltro, non è entrato nel merito dell’eccezione di incostituzionalità avanzata dalla Regione. La posizione regionale a difesa dei posti di lavoro e della filiera industriale, come ricorda l’assessore, ha già prodotto i suoi effetti perché, oltre a rafforzare oggi le vittoriose posizioni sindacali, ha già indotto il legislatore nazionale e rivedere in modo importante la norma rispetto alla sua prima formulazione. Attendiamo ora, ha aggiunto l’assessore con la delega al Lavoro, il pronunciamento del Magistrato del lavoro sul ricorso che è teso a contrastare proprio l’impostazione della norma nazionale sulle delocalizzazioni industriali. Un tema questo che diventa fondamentale sia per quanto riguarda Wartsila ma anche per quanto concerne il futuro del sistema industriale del Paese. Inoltre nel decreto odierno del Giudice, fa notare il rappresentante dell’Esecutivo regionale, uno dei dati fondanti è legato proprio a quella che l’Amministrazione ritiene una violazione in merito alla mancanza di informazioni da parte della multinazionale prima di procedere con il piano di spostamento produttivo e di riduzione occupazionale che riguarda 451 addetti del sito di Bagnoli della Rosandra. Nel merito del pronunciamento, il Tribunale di Trieste ha accertato la condotta antisindacale di Wartsila Italia Spa per non aver adempiuto agli obblighi di informazione preventiva previsti dall’articolo 9 del Contratto nazionale dell’Industria Metalmeccanica, dall’accordo integrativo aziendale del 2016 e dal verbale di accordo del 9 maggio 2018 (voluto e sottoscritto proprio in Regione), in relazione alle dinamiche economiche e produttive suscettibili di determinare ricadute occupazionali sul sito di Trieste, nonché con riferimento alla decisione di cessare l’attività produttiva del predetto sito e di avviare la procedura dei licenziamenti. In particolare il decreto del Giudice ha ordinato a Wartsila Italia Spa di cessare la predetta condotta antisindacale e di astenersi per il futuro dal reiterarla. In conseguenza di ciò ha ordinato di revocare la comunicazione di avvio della procedura ex art. 1 comma 227 L. 234/2021 e di adempiere agli obblighi di informazione preventiva previsti. Soddisfazione da parte della Regione, in particolare, ha suscitato il richiamo operato dal Giudice, che nel motivare l’accoglimento del ricorso ha ritenuto di richiamare l’argomento difensivo prospettato unicamente dalla difesa regionale sulla violazione dell’articolo 4 D.Lgs 25/2007, attuativo della direttiva europea 2002/14/ce, dove si prevede che le informazioni debbano essere date in modo da permettere ai rappresentanti sindacali di formulare un parere e ottenere motivato riscontro in modo da ricercare un accordo sulle determinazioni aziendali. continua a leggere sul sito di riferimento

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