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    Collot (Unione popolare): “Bolletta bruciata in piazza? Non insegno a stare asserviti”

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    BOLOGNA – “Io rivendico di poter fare l’insegnante, esprimo il mio dissenso. Anzi, penso che il ruolo degli insegnanti sia di esprimere un pensiero critico e una visione critica verso il mondo del sistema, non sicuramente di insegnare ai propri alunni di essere asserviti al potere”. Marta Collot, portavoce nazionale di Potere al popolo ed esponente di Unione popolare con cui è candidata alle elezioni di domenica, respinge le polemiche che sono arrivate dopo che domenica scorsa, nel corso di una manifestazione, ha bruciato una bolletta in piazza.

    “Quello che abbiamo fatto in piazza Maggiore è stato di bruciare simbolicamente un’enorme bolletta, per dire che i costi dell’economia di guerra e della speculazione finanziaria non devono ricadere su famiglie e lavoratori- spiega Collot davanti alla Procura di Bologna questa mattina, proprio per depositare una denuncia sul caro-energia- e che le paghi chi ha provocato questa situazione, in primis il governo Draghi e tutte le imprese dell’energia che stanno speculando”, come “quelle multiutility che si dicono pubbliche a parole, però nei fatti si comportano come delle aziende private”.

    Un gesto simbolico che però le ha attirato qualche critica, in particolare da Luca Bizzarri. L’attore e conduttore televisivo, ex Iene, aveva commentato su Twitter il video dell’evento, rilanciato da Unione popolare, con un laconico “La signora insegna a scuola”, lasciando intendere che compiendo quel gesto non fosse adatta al ruolo.

    “Oggi si cerca di arrivare addirittura alla proscrizione nelle liste degli insegnanti- risponde Collot- il fatto che poi sia venuta fuori una polemica che ha addirittura messo in discussione il mio ruolo ci fa capire come, oltre a un’economia di guerra, ci sia una situazione di propaganda di guerra dove prima abbiamo visto le liste di proscrizione per i pacifisti e adesso gli insegnanti”.

    Una dinamica non nuova in Italia, secondo Collot. Infatti, la candidata cita il caso di Lavinia Cassaro, la maestra che nel 2018 “stata licenziata a Torino perché aveva protestato contro le forze dell’ordine”, conclude l’esponente di Unione popolare.

    UNIONE POPOLARE VA IN PROCURA CONTRO IL CARO-BOLLETTE

    Una denuncia, per ora contro ignoti, per “chiedere conto della speculazione finanziaria che sta venendo fatta sui prezzi del gas, dell’energia, del carburante e quindi, di conseguenza, anche sui prezzi dei beni di prima necessità”. È questo l’obiettivo di Unione popolare, che questa mattina a Bologna come in altre città italiane ha sporto denuncia in Procura proprio su questo tema. “Ci aspettiamo che da questa denuncia possano venire fuori dei colpevoli e che questi colpevoli vengano chiaramente puniti visto che stanno speculando sulla vita di milioni di persone”, spiega Marta Collot, portavoce nazionale di Potere al popolo e candidata alla Camera per Unione popolare.

    L’obiettivo, prosegue Collot, è scoprire se “gli organi di vigilanza effettivamente hanno vigilato su quella che è una speculazione finanziaria che ha delle conseguenze economiche sulle famiglie, sulle piccole imprese, sui lavoratori, sulle lavoratrici che in questo momento si trovano nella condizione didover scegliere effettivamente se pagare le bollette, se fare la spesa e pagare l’affitto”. Per questo uno dei punti del programma di Unione popolare, ricorda la candidata, verte sul “calmierare i prezzi dell’energia, tassando gli extra-profitti di queste imprese fornitrici al 90%”, conclude Collot. La denuncia di questa mattina è avvenuta in contemporanea con le città di Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma e Torino.

    Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

    L’articolo Collot (Unione popolare): “Bolletta bruciata in piazza? Non insegno a stare asserviti” proviene da Ragionieri e previdenza.

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