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    Giappone, inizia l’autunno di Kishida: governo giù nei sondaggi

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    Pesano rapporti politici con la Chiesa dell’Unificazione
    Roma, 20 set. (askanews) – E’ tutt’altro che un buon momento per il primo ministro giapponese Fumio Kishida e per il suo governo: il leader liberaldemocratico è in caduta libera nei sondaggi d’opinione e le principali rilevazioni vedono il tasso di disapprovazione nei confronti del suo operato in netta avanzata. Ad azzoppare il capo del governo è stato, in particolare, tutto ciò che è emerso dopo l’assassinio a luglio dell’ex primo ministro Shinzo Abe in relazione ai rapporti tra molti esponenti del Partito liberaldemocratico (Jiminto) e la Chiesa dell’unificazione, il controverso movimento religioso del defunto reverendo Moon. Secondo l’ultimo sondaggio, realizzato dal Nikkei shimbun, il sostegno al gabinetto Kishida è calato al 43 per cento, cioè di 14 punti percentuali rispetto a un mese fa. La disapprovazione, invece, è cresciuta al 49 per cento. E’ la prima volta dall’arrivo al potere di Kishida a ottobre dello scorso anno che i contrari superano i favorevoli e segna probabilmente uno spartiacque per il governo. Un duro colpo all’esecutivo è arrivato dall’assassinio di Abe da parte di un uomo che ha sostenuto di aver agito dopo aver identificato nell’ex primo ministro, uomo forte del Jiminto e impegnato in quel momento nella campagna elettorale, un sostenitore della Chiesa dell’Unificazione che, a suo dire, aveva prosciugato le finanze di famiglia attraverso le donazioni della madre, un’adepta del culto. Abe, in effetti, aveva dato messaggi di sostegno alla chiesa, pur non facendone parte, anche in ossequio a un rapporto familiare di lunga data che risaliva al nonno, Kishi Nobusuke, anch’egli primo ministro nella seconda metà degli anni ’50 del secolo scorso. Dopo l’assassinio, Kishida ha dato ordine ai suoi parlamentari di tagliare eventuali rapporti con la Chiesa dell’Unificazione e un’indagine interna al Jiminto ha rivelato che 179 dei 379 parlamentari nazionali del partito aveva collegamenti con il movimento religioso. Tra questi anche Nobuo Kishi, ex ministro della difesa e fratello minore di Shinzo Abe. Il tentativo di riparare il danno d’immagine conseguente questa scoperta non sembra aver convinto i giapponesi. “Noi prenderemo seriamente questo rapporto e lavoreremo furamente per ristabilire la fiducia”, ha detto il premier annunciando la formazione di un gruppo interno che dovrà studiare misure di sostegno alle persone che hanno subito danni economici a causa del gruppo religioso. Il Nikkei, nel suo sondaggio, peraltro, ha rilevato che il campione è tutt’altro che convinto dell’indagine intera al Jiminto: il 79 per cento ritiene che sia stata inadeguata. A peggiorare le cose per Kishida è venuta la decisione di tenere per Abe una cerimonia funebre di stato, un onore che in passato era stato accordato solo a Shigeru Yoshida, primo ministro architetto della rinascita giapponese nel dopoguerra. Abe, al di là dello sconcerto per la sua morte, è stato un premier controverso e divisivo. Nazionalista, coinvolto più o meno direttamente in una serie di scandali, non era visto dall’opinione pubblica giapponese come un padre della patria. Infatti, in un sondaggio di cui dà notizia il Nikkei, quelli sfavorevoli alle esequie di stato sono risultati essere il 60 per cento degli interpellati. Inoltre, a danneggiare il sostegno a Kishida, sono arrivati anche la persistente presenza del Covid-19, l’aumento secco dell’inflazione e dell’energia. E a poco è servito il rimpasto di governo effettuato ad agosto. Anzi, la scoperta che anche nel nuovo governo erano presenti esponenti politici vicini alla Chiesa dell’Unificazione – tra i quali il ministro dell’Industria Koichi Hagiuda – ha ulteriormente vulnerato la posizione dell’esecutivo. continua a leggere sul sito di riferimento

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