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    Banca Etica si mobilita per Friday for Future: uffici chiusi

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    Mobilitazione del 23 settembre: stipendi devoluti per il clima
    Milano, 20 set. (askanews) – Uffici chiusi per aderire con i propri collaboratori alla mobilitazione globale per il clima indetta da Fridays for Future per venerdì 23 settembre: è la decisione presa dal Gruppo Banca Etica. Venerdì quindi le filiali e gli uffici del gruppo, sia in Italia che in Spagna, rimarranno chiusi al pubblico per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di recarsi alle manifestazioni di piazza nelle diverse località dei due Paesi. L’adesione, come già nel 2021, è l’occasione di ribadire la visione della finanza etica sulla crisi climatica e di contribuire al coinvolgimento della cittadinanza sulla necessità di affrontarla. Il costo della giornata di stipendio di chi accoglierà l’invito a partecipare tra le oltre 400 persone lavoratrici di tutto il Gruppo Banca Etica sarà devoluto per un 20% a Fridays For Future ed Extinction Rebellion, e per il restante 80% a Greenpeace Italia e Greenpeace Spagna. “A Fridays For Future ed Extinction Rebellion per il loro prezioso sforzo di sensibilizzazione e mobilitazione, specie tra i giovani – è la motivazione della devoluzione – a Greenpeace, socia e cliente di Banca Etica, perché da più di 30 anni lotta per affermare la salvaguardia dell’ambiente e perché, con opere di divulgazione scientifica e azioni dimostrative, si spende per influenzare l’opinione pubblica e i decisori politici ed economici verso un intervento urgente contro lo sfruttamento delle fonti di energia fossile e il cambiamento climatico”. La scelta di Greenpeace, come destinatario di questa devoluzione, è stata inoltre occasione di riaffermare da parte di Banca Etica una prassi di governance partecipata, poiché è stata condivisa e maturata a maggioranza in una consultazione con tutte le persone lavoratrici del Gruppo. “Perché aderiamo? Perché non potremmo fare diversamente, solidali con le giovani generazioni! La finanza etica, da sempre, opera mettendo al primo posto il bene comune, a fianco di chi si impegna per la salvaguardia del nostro Pianeta e della vita delle persone e delle comunità – spiega la presidente di Banca Etica, Anna Fasano – La durissima crisi energetica che stiamo attraversando ha drammaticamente frenato i piani per la transizione ecologica, con centrali a carbone tornate a operare a pieno ritmo in tutta Europa. Tuttavia l’emergenza non può essere un alibi per rallentare ancora gli investimenti fondamentali per una vera svolta verso fonti di energia pulite e rinnovabili: gli eventi climatici estremi di questa estate sono lì a ricordarci che il tempo stringe”. Nello statuto di Banca Etica si specifica che “la finanza eticamente orientata è sensibile alle conseguenze non economiche delle azioni economiche”, e il surriscaldamento globale a tal riguardo è un esempio eclatante. Ma intanto, mentre il clima si arroventa, i freddi numeri confermano in misura drammatica che i protagonisti della finanza internazionale, le imprese e i governi stanno ancora operando nella direzione sbagliata, supportando un business as usual che contraddice quanto prescritto dall’Accordo di Parigi del 2015 e negli impegni pronunciati da molti leader alle COP che si sono susseguite da allora. A certificarlo bastano due dati estremamente significativi: 4.600 miliardi di dollari sono stati investiti dai 60 maggiori gruppi bancari nell’industria dei combustibili fossili dal 2016 al 2021; 697,2 miliardi di dollari di sussidi pubblici sono stati destinati alle fonti di energia fossile nel 2021, il doppio del 2020. “Il Gruppo Banca Etica, aderendo alla mobilitazione del 23 settembre – si legge in una nota di Banca Etica – fa quindi appello affinché questa perseveranza nell’errore venga interrotta, nell’interesse della collettività e dell’economia globalizzata, ogni giorno sottoposta a rischi climatici insostenibili, come dimostrato dalla recente crisi idrica patita in Italia”. “La finanza etica si impegna da sempre per un progressivo miglioramento nelle strategie di decarbonizzazione e di abbandono delle fonti fossili – precisa Ugo Biggeri, presidente di Etica Sgr – contribuendo in modo importante a quell’azione dal basso per il cambiamento in questa direzione per incidere sui comportamenti delle imprese. La politica, ad oggi, potrebbe fare molto di più per regolamentare l’attività degli operatori in modo da spingerli a sostenere massicciamente la transizione ecologica. Mai ci saremmo aspettati dalla Commissione Ue, per esempio, l’inserimento di gas e nucleare tra le attività che possono definirsi sostenibili”. Il Gruppo Banca Etica, dopo oltre 20 anni di attività, ritiene che il proprio modello di business, la visione della finanza etica, possano costituire un punto di riferimento adeguato per chi voglia realmente contribuire allo sviluppo sostenibile di comunità più eque, dove il fine principale è il benessere collettivo (People not profit, è il claim ufficiale della mobilitazione del 23 settembre). E per questo esclude le fonti fossili di energia, gli allevamenti intensivi, la produzione di plastica, la fast fashion e tutte le attività produttive altamente impattanti sull’ambiente dai propri finanziamenti e dai fondi di investimento. Non solo. Il Gruppo Banca Etica esprime un atteggiamento proattivo per il cambiamento: attraverso l’attività di azionariato critico svolta da Fondazione Finanza Etica e di azionariato attivo portata avanti da Etica Sgr ingaggia le grandi aziende per accompagnarle a migliorare i loro standard ambientali, sociali e di buon governo. Mentre Banca Etica monitora l’impatto sociale e ambientale di ogni euro erogato ai soggetti beneficiari dei propri finanziamenti. continua a leggere sul sito di riferimento

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