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    Vino, Ricci Curbastro: sostenibilità risposta a priorità di ciascuno

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    Presidente anticipa a askanews temi del convegno Equalitas a Milano
    Milano, 16 set. (askanews) – La sostenibilità come risposta alle esigenze di ogni singola azienda del settore vitivinicolo, ciascuna con le proprie priorità sociali, ambientali ed economiche. Ne è convinto Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Equalitas (società proprietaria dello standard originato da un progetto per la certificazione della sostenibilità in ambito vitivinicolo), che ha anticipato ad askanews i temi che verranno trattati nel corso di un convegno che si terrà venerdì 14 ottobre alle 10.30 a Palazzo Bovara a Milano, nell’ambito della “Milano Wine Week”. “Quando si nomina la sostenibilità si pensa al ‘green’, quindi al biologico, alla carbon e alla water footprint, ma oltre a questi ci sono poi i pilastri sociali ed economici, e l’incrocio tra questi può dare risultati particolarmente eclatanti, profondi e concreti, come ad esempio le attività sociali con il recupero delle persone” ha spiegato Ricci Curbastro, che è anche patron dell’omonima cantina della Franciacorta, annunciando che “questo sarà il focus che vogliamo dare, perché vogliamo far capire alla gente che la sostenibilità, questa parola oramai così abusata e che sta quasi stancando, è in realtà piena di contenuti per ognuno di noi e per ognuna delle nostre sensibilità. Sensibilità sono per fortuna diverse e quindi ognuno può trovare delle risposte alle proprie priorità e può trovarle in un’azienda non che si dice certificata ma che è certificata per esserlo. Noi presenteremo una serie di attività svolte da singole aziende che hanno la caratteristica di essere, a nostro avviso, particolarmente innovative o illuminanti in tema di sostenibilità”. “Oggi le aziende già certificate sono 176 e quello che è interessante è che queste rappresentano ora poco più di un miliardo di bottiglie, circa 7,5 milioni di ettolitri che sulla media della produzione italiana significa il 17-18%” ha spiegato il presidente, sottolineando che si tratta di “un dato che indica che le grandi aziende italiane hanno già da tempo colto sul mercato questa necessità di dare risposte a queste domande e stanno lavorando concretamente già da qualche anno. A queste si aggiungono altre 240 aziende in fase di certificazione”. “La sostenibilità è utile per le aziende perché diventa materia di comunicazione, di razionalizzazione di costi e consumi, di fidelizzazione del personale in un momento in cui la ‘great resignation’ ci dà grandi preoccupazioni: riuscire a ‘legare’ il personale con iniziative ad hoc significa non disperdere patrimoni aziendali” ha proseguito Ricci Curbastro intervenuto alla presentazione della “Milano Wine Week”, ricordando poi che “il mondo della finanza oramai ragiona investendo il proprio denaro in sostenibilità: quindi già oggi, e domani ancora di più, l’approvvigionamento di denaro per investire nelle nostre aziende vitivinicole sarà necessariamente meno costoso per chi è sostenibile rispetto a chi non lo è”. Nonostante i vantaggi evidenti, c’è il rischio che la crisi possa rallentare la spinta verso la sostenibilità, che rimane comunque un tema ineludibile e irreversibile. “Noi stiamo cercando di fare di tutto per alleggerire gli impegni delle aziende, cercando di fornire loro calcolatori e sistemi di sviluppo della raccolta dati, perché il vero problema della sostenibilità è avere sottomano tutti i dati ed elaborarli (i famosi algoritmi)” ha replicato Ricci Curbastro, concludendo che “da questo punto di vista, spero già l’anno prossimo, avremo in mano degli strumenti da dare alle aziende in modo da ridurre il costo di consulenza di raccolta dati per arrivare alla certificazione”. Allargando il quadro alla situazione negli altri Paesi, il presidente di Equalitas ha evidenziato che “in Europa noi siamo in generale più avanti degli altri: i francesi stanno lavorando ad uno standard nazionale, gli spagnoli stanno facendo qualche cosa (sarò da loro in novembre perché stiamo dando una mano anche a loro per questa attività) e i portoghesi stanno lavorando ad un protocollo nazionale. Si stanno muovendo tutti – ha concluso – ma noi possiamo dire con un po’ di orgoglio che ci siamo arrivati per primi: abbiamo iniziato nel 2015 quando nessuno ne parlava e nel 2017 abbiamo certificato le prime dieci aziende italiane”. continua a leggere sul sito di riferimento

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