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    La scrittrice cilena Diamela Eltit: “Partiti in crisi, hanno perso la gente”

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    ROMA – “I partiti politici, a livello globale sono in crisi e devono recuperare il rapporto con la gente. Se una rielezione di Bolsonaro ci preoccupa? Ci siamo già passati con Kast, il candidato cileno vicino a lui e all’ultradestra di Vox. Il futuro è molto incerto”. Diamela Eltit dialoga con l’agenzia Dire a Roma, negli spazi dell’Organizzazione internazionale italo-latinoamericana (Iila) che hanno ospitato un incontro con l’autrice, una delle più importanti del panorama letterario ispanofono.

    Nata nel 1947 a Santiago del Cile, Eltit ha scritto romanzi e saggi per affrontare le tematiche sociali più urgenti: le persecuzioni sotto la dittatura del generale Augusto Pinochet, la critica al modello economico neoliberista, il precariato e la fatica delle famiglie ad arrivare a fine mese. Tutte istanze emerse con forza durante le manifestazioni popolari del 2019, che chiedevano anche una riforma della Costituzione per voltare definitivamente pagina dopo il regime di Pinochet. Un testo che però, nel referendum che si è tenuto il 4 settembre, non è stato approvato.”La proposta delle sinistre è stata bocciata”, dice la scrittrice. “E’ stato un esito doloroso di cui sono responsabili i partiti politici, che sono divenuti troppo elitari e hanno perso il contatto con la gente e i propri elettori. I movimenti sociali invece no. Si è creato quindi un paradosso”, continua l’autrice, “perché sono i partiti a fare legittimamente parte delle istituzioni sebbene in questa fase storica siano inadeguati”. Una dinamica che Eltit rileva “a livello mondiale”, suggerendo: “Bisogna capire come si sta sviluppando la relazione tra i partiti, i movimenti sociali e i cittadini”.

    “IL DRAMMA SONO LE DISUGUAGLIANZE”

    Secondo Eltit, il Cile oggi affronta un’emergenza maggiore: “Le disuguaglianze sono il problema più intenso, doloroso e complesso” e punta il dito contro “il modello neoliberista, che porta con sé disuguaglianze, lo considera un problema collaterale. Tuttavia questo sistema passa per i corpi, la storia, le famiglie, e qui si radica il problema più drammatico della società cilena”.Il Paese latinoamericano è però inserito in una dinamica più ampia: “Come molti altri Paesi soffre per l’esistenza di movimenti politici diversi e divergenti tra loro”. In questo quadro la scrittura “mantiene un percorso che resta impresso sulla carta e parla direttamente ai lettori oppure dialoga con altri libri. Non può cambiare il mondo ma potrebbe, e così è stato, documentarlo, lasciarne traccia”.

    LE PRESIDENZIALI BRASILIANE E L’IPOTESI BOLSONARO BIS

    Infine, un cenno alle presidenziali in Brasile del prossimo 2 ottobre, il più grande e popoloso Paese dell’America Latina, che vede la ricandidatura di Jair Bolsonaro. “Se può essere rieletto?” s’interroga Eltit. “E’ una possibilità e la temiamo, così come abbiamo temuto in Cile per il cadidato di destra che era vicino a Bolsonaro”. Un riferimento, questo, a Jose Antonio Kast del Fronte sociale cristiano, sconfitto alle urne dall’attuale presidente di sinistra Daniel Boric.Kast e Bolsonaro, osserva la scrittrice, “sono figure con grandi affinità e vicine anche a Vox”, il partito spagnolo di ultradestra. Secondo Eltit, “tutto dipende dai partiti, ma attraversiamo un momento molto liquido, in cui non ci sono certezze sul futuro politico”.

    L’AUTRICE “DEGLI ULTIMI”

    “Illuminare le cose minori, ciò che non si vede o di cui si parla poco, come le periferie o gli ultimi” è la capacità intrinseca della scrittura di Eltit, definita “faro nella letteratura in lingua spagnola contemporanea” da Laura Scarabelli, docente di lingua e letteratura ispanica alla Statale di Milano. L’esperta ha moderato l’incontro a Roma dedicato all’opera di questa intellettuale. Dal romanzo Lumperica del 1983, che narra della dittaturacilena in modo “dirompente”, fino alla raccolta di saggi ‘Errante, erratica – Pensare il limite tra letteratura, arte epolitica’ (Mimesis Edizioni, 2022) curata da Scarabelli, che ha anche tradotto ‘Manodopera’ (Polidoro Editore, 2020), aggiudicandosi nel 2021 il Premio Iila-Letteratura per la miglior traduzione ed è stata premiata dal premio Nobel Mario Vargas Llosa nell’ambito della fiera Più Libri più liberi di Roma.

    Scarabelli spiega: “Eltit non è l’intellettuale che scrive chiusa nella sua torre d’avorio, ma scrive per rispondere a un’esigenza successiva ad anni di tante performance di strada in cui denuncia le ingiustizie sociali e mette in luce la vita degli ultimi dando importanza ai corpi delle persone”.

    IL ROMANZO “MANODOPERA”, PROTAGINISTA IL SUPERMERCATO

    “La letteratura è una sfida, che io ho raccolto” dice l’autrice stessa nel corso del dibattito, e cita il romanzo ‘Mano de ovra’ (‘Manodopera’) del 2002, “che ho scelto di ambientare in un supermercato perché è il simbolo del consumismo: rappresenta dei luoghi con strutture, prodotti e mansioni seriali. Uno spazio uguale a livellointernazionale dove ogni cassiere magazziniere, impiegato è senza identità, anonimo. Neanche i clienti lo vedono”. Però, i lavoratori sono tenuti “nella precarietà” e questo crea una “microcomunità molto competitiva” dove “l’altro è percepito come minaccia perché ruba il lavoro”. Per questo “mi è sembrata un’interessante parentesi da narrare”. D’altronde, afferma Eltit, “il Cile è stato un laboratorio delle politiche neoliberiste nel ‘900 che pesarono molto sui diritti dei lavoratori”. Nel caso del supermercato, si va “dal diritto a potersi sedere per gli imballatori o di andare in bagno per i cassieri, oppure ad avere contratti stabili, che invece venivano rinnovati ogni 3 mesi”.

    L’incontro a Roma è stato organizzato da Iila in collaborazione con l’Ambasciata cilena in Italia e le case editrici Gran vía edizioni, Mimesis edizioni e Polidoro editore.

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