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    L’arte immersiva di Andrea Bowers per la parità di genere

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    Milano, 14 set. (askanews) – Fondazione Furla e GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano sono liete di annunciare Moving in Space without Asking Permission, una mostra di Andrea Bowers a cura di Bruna Roccasalva. Prima mostra personale di Andrea Bowers in un’istituzione italiana, Moving in Space without Asking Permission offre un’esperienza immersiva all’interno del lavoro dell’artista e del suo impegno nella lotta per la parità di genere e l’emancipazione della donna. Andrea Bowers è un’artista e attivista americana la cui ricerca combina pratica estetica e impegno politico da una prospettiva femminista. Da circa trent’anni l’artista indaga questioni fondamentali come la parità di genere, i diritti della donna e dei lavoratori, l’immigrazione e l’ambientalismo, attraverso un approccio formale di forte impatto visivo e una sperimentazione linguistica che abbraccia un’ampia varietà di mezzi espressivi, dal disegno al video, dall’installazione al neon. La sua capacità di restituire argomenti complessi in un vocabolario accessibile e diretto è il perfetto esempio di come l’arte possa, attraverso il potere estetico dei suoi linguaggi, veicolare messaggi socialmente rilevanti. La mostra Moving in Space without Asking Permission fa parte di una più ampia riflessione sul femminismo che Bowers porta avanti da tempo, e si concentra in particolare sulla relazione tra femminismo e autonomia corporea, con uno sguardo rivolto sia al presente sia alla storia del nostro Paese. Ogni progetto di Bowers parte da un approfondito lavoro di ricerca sul contesto in cui si trova a operare e dall’incontro con il suo tessuto sociale. In questo caso Moving in Space without Asking Permission prende le mosse dal confronto dell’artista con alcune esperienze femministe italiane di oggi, in particolare con il lavoro della filosofa e attivista Alessandra Chiricosta che studia e insegna l’esercizio delle arti marziali come strumento di auto consapevolezza corporea e di rottura rispetto agli stereotipi di genere. Il progetto nasce anche in risposta alle specificità del contesto della GAM: un museo la cui collezione rimanda al periodo storico tra Ottocento e Novecento, quando il movimento di emancipazione femminile in Italia muoveva i primi passi. Il percorso espositivo si sviluppa nei cinque ambienti al piano terra della GAM, combinando lavori iconici e nuove ambiziose produzioni che testimoniano la grande versatilità linguistica dell’artista: dall’insegna al neon Another Kind of Strength (after Alessandra Chiricosta’s book “Un altro genere di forza. Costruzione sociale e filosofica della debolezza del corpo femminile e del mito della forza virile”, 2019), (2022) che apre la mostra, al video documentario dedicato ad una lezione di “autocoscienza combattente femminista” tenuta da Alessandra Chiricosta all’interno di Villa Reale, dai dipinti su collage di cartoni riciclati, alle due nuove suggestive installazioni ambientali dei Political Ribbons (Fondazione Furla / GAM Milan), e dei Feminist Fans. Moving in Space without Asking Permission ci restituisce la forza di una ricerca in cui attivismo politico e pratica artistica sono inestricabilmente interconnessi, e ci mostra come anche l’arte possa, attraverso la specificità dei suoi linguaggi, avere la capacità di stimolare una riflessione e accrescere la nostra consapevolezza sulle questioni più urgenti. Andrea Bowers. Moving in Space without Asking Permission, è la quarta edizione del progetto Furla Series, ed è il frutto della collaborazione tra Fondazione Furla e GAM, una partnership iniziata nel 2021 con la mostra di Nairy Baghramian e recentemente rinnovata per la realizzazione dei successivi appuntamenti del ciclo. continua a leggere sul sito di riferimento

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