di Giulio Ucciero

ROMA – Lo spazio cybernetico non è il futuro, ma il presente e la sua vulnerabilità agli attacchi richiede maggiore collaborazione tra Stati, enti e privati. La protezione informatica nasce sotto varie forme, come illustrato dagli esperti intervenuti questa settimana allo Spazio Europa di Roma su ‘Cyber Superpower Players and Internet Global and European Governance’, durante il Festival della diplomazia. In crescita costante, lo spazio digitale è conteso da superpotenze come Stati Uniti e Cina e frequentato ogni giorno da normali cittadini.

Merita attenzione, anche perchè durante la pandemia gli attacchi alle infrastrutture digitali sono aumentati, ha sottolineato Anastasiya Kazakova, senior public affairs manager di Kaspersky. Per uno spazio informatico sicuro, ha aggiunto, “serve una partnership internazionale”. Uno degli strumenti decisivi in questo senso è la diplomazia. Ne è convinta Laura Carpini, capo unità per la Sicurezza dello spazio cibernetico al ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. “Come in ogni trasformazione” ha detto, anche in quella digitale “la diplomazia può ridurre i conflitti e trovare punti d’incontro”. Per tutelare questo ambiente, in Romania è sorto un Centro europeo per la cybersecurity.

“Siamo centrali” dice George Gabriel Bologan, ambasciatore romeno in Italia, secondo il quale solo facendo squadra tra europei si avrà “uno spazio sicuro per le nostre economie”. Anche Costanza Sciubba, direttrice dell’Istituto di geopolitica digitale, ha apprezzato lo sforzo profuso da Bruxelles, anche se “i Paesi membri devono recepire i regolamenti comunitari e crearne di propri”. Diverse le modalità di tutela del cyberspazio emerse durante l’evento. Tutte però riconducibili a un concetto: cooperazione.

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