– DISLESSIA, IDO: TROPPE DIAGNOSI, RIVEDERE MODALITA’ VALUTAZIONE
“Rivedere la modalità diagnostica della dislessia e differenziare i bambini che hanno una difficoltà di apprendimento da quelli con un disturbo di origine neurobiologica. Se si facesse così vivremmo meglio tutti, ma fondamentalmente vivrebbero meglio i bambini”. Due punti chiari quelli espressi da Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO, riflettendo sulla grande diffusione di diagnosi di dislessia che si registra nel nostro Paese.
– VADALA’ (UCBM ROMA): 97% ITALIANI SOFFRE MAL DI SCHIENA ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
Il mal di schiena è un problema generalizzato. In Italia si stima che il 97% della popolazione, almeno una volta nella vita, ha sofferto di questo problema, che nelle forme più gravi può diventare cronico. I fattori che giocano a sfavore del paziente sono sicuramente la sedentarietà e una discontinua attività fisica. In che modo la riabilitazione può venirci in aiuto? La Dire ne ha parlato con Gianluca Vadalà, ortopedico e chirurgo vertebrale, ricercatore di malattie dell’apparato locomotore e presidente della Società europea di ricerca in Ortopedia (Eors).
– HUMANITAS PRIMO IN ITALIA PER ‘WORLD’S BEST SMART HOSPITALS’
L’Irccs Istituto Clinico Humanitas è il primo ospedale italiano e il 34esimo su 250 al mondo nella classifica ‘World’s Best Smart Hospitals 2021′ stilata da Newsweek con il supporto di Statista. Tra i fattori valutati, la capacità di avvalersi delle tecnologie più avanzate, l’uso di Intelligenza artificiale, chirurgia robotica, telemedicina e servizi digitali. “Da tempo- fa sapere l’ospedale- la struttura investe sulle più moderne tecnologie: in sala operatoria i chirurghi si avvalgono di robot per interventi di urologia, ginecologia, ortopedia, otorinolaringoiatria e di chirurgia generale o toracica per la rimozione, ad esempio, di tumori; la diagnostica per immagini può contare su macchinari ‘gold standard’ che garantiscono esami dettagliati con il minimo delle radiazioni per i pazienti”.
– AL VIA REHAB-HF, RIABILITAZIONE CARDIACA SPERIMENTALE DI 12 SETTIMANE
Un nuovo programma di riabilitazione cardiaca di 12 settimane, su misura per affrontare le disabilità fisiche specifiche dei pazienti più anziani ospedalizzati con insufficienza cardiaca acuta, non solo migliora la funzionalità fisica, ma anche la qualità della vita e la depressione rispetto alle cure standard, indipendentemente dalla frazione di eiezione del paziente. Questi i risultati dello studio Rehab-Hf. I dati sono stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine’. Per Dalane W. Kitzman, ricercatore della ‘Wake Forest University School of Medicine’ di Winston-Salem, rimane comunque “molto da imparare prima che la sua strategia possa essere implementata su una base più ampia. I miglioramenti nella funzione fisica nel gruppo di intervento Rehab-Hf sono stati ancora maggiori rispetto al sottogruppo di pazienti con cure standard che avevano ricevuto la terapia fisica tradizionale e/o la riabilitazione cardiaca come parte delle prescrizioni del medico”.

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L’articolo Tg Riabilitazione, edizione del 16 giugno 2021 proviene da Ragionieri e previdenza.

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