ROMA – “Si apre una fase nuova, il Paese affronta l’epidemia ancora in corso con strumenti ordinari. Non significa che la pandemia è finita. Non c’è un pulsante ‘off’ che magicamente fa sparire il virus. Ma chi pensa che si debbano ancora usare gli strumenti di due anni fa è fuori dalla storia”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un colloquio con il quotidiano ‘La Repubblica’, nel giorno in cui l’Italia esce dallo stato di emergenza, introdotto il 31 gennaio 2020.

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L’esponente del Governo ha parlato anche della quarta dose, rilanciando il suo appello ad agire in maniera condivisa all’interno dell’Unione europea: “Ho proposto di coordinarci, non ha senso andare in ordine sparso. Mi hanno seguito: si deciderà, dopo aver ascoltato gli esperti e le agenzie regolatorie, la settimana prossima”.

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Infine, sulle mascherine al chiuso, attualmente ancora obbligatorie fino al 30 aprile, Speranza precisa che il 1° maggio non scatterà automaticamente il liberi tutti: “Non abbiamo già deciso. Sono scelte che si fanno passo dopo passo, a metà aprile osserveremo il quadro epidemiologico, valutando la curva. La situazione degli ospedali ora è sotto controllo ma l’incidenza è alta e le mascherine sono particolarmente utili. E infatti questo mese restano obbligatorie al chiuso”.

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