ROMA – La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, in aula alla Camera durante il question time, ha risposto a un’interrogazione di Leu sulle condizioni dei Centri per il rimpatrio, dopo il caso di Musa Balde, il ragazzo che si è tolto la vita lo scorso 23 maggio nel Cpr di Torino. “Per quanto concerne il suicidio del giovane Musa Balde, vittima di una aggressione fisica a Ventimiglia e soccorso dall’ospedale di Bordighera, informo che nei confronti del giovane della Guinea risultavano precedenti penali anche per lesioni personali e detenzione abusiva di armi – ha spiegato Lamorgese – e che a suo carico era già stato emesso un provvedimento di espulsione da parte del prefetto di Imperia”.

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“In ragione di tali precedenti il giovane dall’ospedale veniva trasferito al Cpr di Torino all’interno del quale veniva sottoposto a colloquio conoscitivo dalla psicologa in servizio in quel centro anche alla presenza del supporto legale. In tale occasione – ha proseguito la titolare del Viminale – il cittadino straniero si mostrava collaborativo e non evidenziava forme di fragilità, né intenti autolesionistici, riferendo peraltro che le ferite riscontrate non erano riconducibili all’aggressione ricevuta bensì ad una caduta accidentale. Anche la sua sistemazione come unico occupante di uno specifico reparto del centro ha corrisposto a una precauzione di carattere medico in considerazione di una possibile patologia dermatologica contagiosa, esclusa poi dai successivi accertamenti clinici”. Lo svolgimento dei fatti, ha concluso Lamorgese, “porta ad escludere la sussistenza di negligenze che abbiano potuto concorrere a determinare il grave evento”.

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