ROMA – “Palestina libera”, “Stop apartheid”, “Palestinians live matter”, “Israele stato sionista, assassino e fascista” sono alcuni degli slogan che hanno animato questo pomeriggio piazza dell’Esquilino, a Roma, dove non meno di duemila persone munite di bandiere, striscioni e mascherine, si sono riunite per denunciare i raid israeliani sulla Striscia di Gaza che negli ultimi giorni hanno causato 140 morti.

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“IL PROBLEMA È L’OCCUPAZIONE ISRAELIANA, NON I RAZZI DI HAMAS”

Il sit-in ‘Salviamo Gerusalemme dalla pulizia etnica’ è stato organizzato nell’ambito di una delle oltre 30 iniziative che da ieri a domenica si svolgono in tutta Italia. “Bisogna dire che è l’occupazione militare il problema, non i razzi di Hamas, e dura da oltre 73 anni, come l’Italia subì l’occupazione nazi-fascista. Sono i palestinesi che hanno diritto all’autodifesa” dice dal palco degli organizzatori Yousef Salman, presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, rivolgendosi a una folla tra cui sono presenti sigle sindacali, politici – tra cui Stefano Fassina ed esponenti di 6000 Sardine e Potere al popolo – l’Anpi, ma anche giovani, liceali e universitari. Salman continua: “Abbiamo scritto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per raccontargli cosa subiscono i palestinesi. Chiediamo all’Italia anche di cambiare il corrispondente Rai a Gerusalemme” dice il responsabile, lamentando “un racconto a favore di Israele” da parte della rete pubblica dei fatti degli ultimi giorni in Medio Oriente.

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“TANTI POLITICI ITALIANI SOSTENGONO OPPRESSORI DI ISRAELE”

Luisa Morgantini, presidente Assopace Palestina, già vicepresidente del Parlamento Europeo, dichiara: “I giovani che si stanno ribellando in tutta la Palestina in questi giorni in Cisgiordania o nelle città israeliane come Haifa, Giaffa, Tel Aviv, non chiedono libertà solo per Gerusalemme ma per la loro vita: Israele applica apartheid, occupa le terre, sottrae proprietà, acqua, speranze. Male che tanti politici italiani sostengano quello Stato oppressore”. Ma per Israele, Morgantini non usa solo parole negative: “Si sta formando una nuova generazione che sostiene i diritti e vuole la pace. E anche uno Stato di Palestina. Ascoltiamoli”.

VAURO: “VI RACCONTO LA PALESTINA CHE RESISTE”

“Sono stato testimone delle violenze di Israele sui palestinesi dalla prima Intifada finché il democratico governo israeliano non mi ha messo nella lista degli indesiderati. Non posso più tornare e la Palestina mi manca”. Così Vauro interviene dal palco del sit-in ‘Salviamo Gerusalemme dalla pulizia etnica’ organizzato questo pomeriggio a Roma in solidarietà con il popolo palestinese. Il vignettista, nel corso dei suoi viaggi, riferisce di aver visto “militari con manganelli rinforzati in metallo rompere le braccia ai bambini che lanciavano sassi”. Ma il suo, assicura Vauro, vuole essere anche un intervento “sulla bellezza”: “Un giorno assistevo allo sgombero di una famiglia, uno di quegli episodi visti anche in questi giorni a Gerusalemme Est che hanno dato inizio alle violenze. Mentre i soldati occupavano la casa, la famiglia palestinese stava fuori, nell’orto. A un tratto – continua Vauro – arriva una ragazza, così bella che i soldati restano spiazzati. Lei cammina verso il suo albero di albicocco, stacca un frutto e lo mangia, quasi con sensualità. I soldati sono sempre più confusi, non sanno come comportarsi. Quando la ragazza finisce, gli sputa il nocciolo addosso. Ecco, questa è la bellezza della Palestina e della sua resistenza”.

FASSINA: “È ORA DI RICONOSCERE LO STATO DI PALESTINA”

“Basta armi, basta occupazione militare e provocazioni. Non siamo qui contro qualcuno ma per i diritti, il rispetto delle risoluzioni Onu, la giustizia. A certi colleghi politici dico: sull’ingiustizia non si costruirà mai la pace. Come governo e parlamento dobbiamo riconoscere lo Stato di Palestina facendo sentire la nostra voce a Bruxelles e dicendo chiaramente quali sono gli errori del governo di Netanyahu”. Così ha detto Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, intervenendo al sit-in ‘Salviamo Gerusalemme dalla pulizia etnica’ organizzato questo pomeriggio a Roma dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, dalla Comunità dei giovani palestinesi di Roma (Gpr) e AssoPace Palestina per denunciare ‘le terribili azioni e le violenze dello Stato d’Israele nei confronti della popolazione di Gerusalemme e di Gaza’.

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