di Consuelo Viviana Ferragina*

La ricerca di un padrone che assicuri, attraverso la Legge, la tenuta della realtà, sembra oggi giorno essere una vera priorità.

Stiamo assistendo ad un capovolgimento delle libertà individuali, è come se l’essere umano avvertisse, nel suo essere più intimo, una frattura insanabile che può essere curata solo dall’autorità.

Il padre padrone, dopo tanti anni di esilio, sembra che stia tornando sulla scena del mondo ma non per esercitare il terrore nelle famiglie come era ben d’uso fare in epoche passate bensì nella società come estremo tentativo per ridare coerenza a ciò che singolarmente non si riesce a ricompattare.

Ordinanze, coprifuoco, divieti, scuole chiuse, perdita del lavoro, madri che restano a casa a badare alla prole, sono solo un aspetto del problema ben più grande che si costituisce come esigenza profonda di ricercare un tiranno sotto cui stare per sentirsi protetti e accolti.

È chiaro ormai che le figure genitoriali sono completamente sfumate nel loro ruolo autorevol-autoritario, al loro posto si concretizza una mancanza, un buco insaturabile che rende incompleto e poco garantito, il sistema familiare: i ragazzi sono alla deriva perchè difficilmente intercettano un’interdizione o se ne assumono il portato, vivono piuttosto in una libertà senza vera libertà, costretti a sottostare a regole dal retrogusto amaro dove l’esperienza del “NO” castratore invece che provenire dalla famiglia, proviene dall’Altro sociale, quindi si indirizza su un piano diverso che produce inevitabilmente effetti diversi.

Al padre familiare debole si associa spesso lo sguardo fisso della madre che, non potendo esercitare il diritto di donna, diviene sempre più madre, sempre più cannibalica nei confronti dei figli, sempre più insoddisfatta, sempre più adesa al suo ruolo-etichetta. Da qui l’esigenza di cercare all’esterno anche sotto forme terrifiche ciò che all’interno non tiene più, perchè non salda più, non compatta più, diventa quasi inevitabile.

Figli sempre più “amici” dei propri genitori, una scuola sempre meno scuola e più ricettacolo di sperimentazione viziosa di circuiti didattici poco adeguati perchè poco sperimentati, sono solo alcuni degli esempi drammatici cui stiamo assistendo e che ci portano a guardare con nuova speranza, al “dittatore” come a quel padre salvifico capace di evitare il nostro scivolare incotrollato lungo il burrone della vita.

Ovviamente inutile rettificare che si tratta come sempre di un’illusione, perchè non c’è niente che può garantire il soggetto della sua vita se non se stesso e la sua capacità di riscrivere singolarmente la sua storia, affidarsi all’oscuro potere del padrone, è l’atteggiamento tipico di chi non riesce a fare a meno della castrazione per quanto la odi.

Intanto nella società si sta sempre più osservando l’instaurarsi di atti pseudo-legittimi di presa di potere per lo più sostenuti dal popolo come atti di salvezza che purtroppo però garantiscono ben poco rispetto alla stessa.

Il dato rilevante e preoccupante, tuttavia è relativo alla passività con cui tutto ciò so sta insediando e che a lungo andare porterà ad un’ennesima saturazione e quindi ad un’ennesima frattura che, come insegna bene la dialettica hegeliana del servo padrone, esiterà nell’instaurarsi di una nuova forma di padronanza, perchè un padrone ha sempre bisogno di un servo per vivere mentre quest’ultimo no, anche se purtroppo non riesce a farne a meno.

*Psicologa-psicoterapeuta