di Consuelo Viviana Ferragina*

Durante le passate festività Alberto Angela ha dato vita ad una puntata speciale prendendo come soggetto d’elezione la città di Napoli.

Ci ha portati per San Gregorio Armeno di notte, per il monastero di Santa Chiara, inoltrandosi per i vicoli della sanità e sbucando improvvisamente su al Vomero dove il panorama visto dalla Certosa di San Martino, lascia veramente senza parole.

Tutto questo per dimostrare che Napoli, non è solo Gomorra, non è solo criminalità e violenza ma è anche bellezza e mistero, tutte note però messe sullo sfondo di una sinfonia fatta di stigmatizzazioni e cliché dove la città si accartoccia su i propri stessi luoghi comuni quasi come se il male le venisse dalla nomea ereditata da secoli che, come abito divenuto lacero, non si riesce tuttavia a disindossare.

Un vero peccato se si considera che tra tutte le città di Italia, si è preferito iniziare proprio da questa, per far viaggiare con la fantasia e l’eleganza chi magari non può anche se solo per una sera.

Si fa di tutto per individuare i lati deboli delle cose quando poi niente è a senso unico comprese le città.

Il degrado fa parte di ogni luogo abitato a volte è finanche mascherato da un finto perbenismo o da una facciata di cortesia. La schiettezza della città di Napoli invece non le permette di travestirsi in tal senso, perchè stiamo parlando di un luogo ricco di contrasti dove il sacro affianca il profano, i necrologi sono ironici e sentimentali allo stesso tempo, il mare giace ai piedi di un vulcano, il fuoco e l’acqua si compensano, il povero ed il ricco si parlano, la generosità la si trova dietro ogni angolo come la malavita.

L’effetto di questo contrasto è la bellezza, una bellezza indiscutibile che sorprende per quanto sia insolita e alle volte grottesca.

Parlare di Napoli e pensare a Gomorra, è veramente riduttivo e credo che forse neanche gli attori della famosa serie, lo vorrebbero.

Chi nasce e cresce in questa città, si porta il suo trambusto ovunque compreso l’odore del mare, perchè sa che non c’è nessun altro posto con un lungo mare così suggestivo che sembra un presepe pure ad agosto.

È una città che è una fotografia vivente, abitata sia da persone che ne macchiano la reputazione, sia da chi ne nobilita finanche il dettaglio.

Napoli è rumore, colore, frastuono, caos ma anche mistero, gioia, spensieratezza, una cartolina poliedrica da mettere nel portafoglio quando si ha nostalgia di tutto ciò che manca e che la rappresenta.

Alberto Angela nella puntata dedicata a questa città, ha saputo evidenziare tutto questo, restituendo all’Italia e agli italiani tutti, un volto nuovo o meglio l’altra faccia di una medaglia troppo spesso chiacchierata e messa al bando per insufficienza e delinquenza, quando poi, la bellezza è ovunque, basta semplicemente saper osservare.

*Psicologa-psocoterapeuta