ROMA – Armati di asparagi e carciofi, cinquecento braccianti hanno marciato oggi per le strade di Roma, fino al Parlamento. È lo sciopero degli invisibili. Tutti migranti, clandestini per la legge, che raccolgono i frutti delle campagne del Sud Italia. “Non siamo schiavi- gridavano- vogliamo diritti e libertà”. A guardarli il sindacalista Aboubakar Soumahoro, fondatore della Lega Braccianti. Alla testa del corteo uno striscione: “Perché fioriscano i diritti e non l’indifferenza”.

Partiti da largo di Torre Argentina, sono arrivati fino in piazza Montecitorio, dove alcuni di loro si sono alternati al microfono per raccontare storie di ordinaria violenza e sfruttamento. “I permessi di soggiorno in scadenza nel 2020 sono stati rinnovati solo fino al settembre 2021- denuncia un ragazzo- solo fino alla fine della raccolta dei pomodori”. Soumahoro chiede “risposte concrete”, ovvero “il rilascio del permesso di soggiorno per emergenza sanitaria” e i vaccini, altrimenti “sarà una stagione di scioperi e i pomodori li raccolgono loro”.

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