di Consuelo Viviana Ferragina*

Essere parte di una famiglia significa essere parte di una storia che ci precede e che ci marchia in modo unico e significativo.

Il luogo delle cure domestiche rappresenta il primo nutrimento simbolico del bambino che, affianco a quello reale, ne detta lo sviluppo, ne coordina l’evoluzione, ne orienta la crescita.

Prendersi cura di una nuova vita, significa dare significato in primis alla vita in sè, è un dire “sì” nei termini di presenza, accoglienza e protezione, un’esistenza non affermativa cadrebbe all’infinito in un vuoto assoluto.

Appartenere ad un contesto famigliare permette al soggetto di individuarsi, di darsi una forma, di forgiare il futuro individuo irripetibile, questa appartenenza però diventa nel tempo, sopratutto un trampolino di lancio per consentire a questa singolarità in “progress”, di affermarsi anche in contesti più ampi ed eterogenei.

Il processo di crescita tuttavia, non sempre è scontato: un lutto, una malattia importante, una separazione possono rallentarne l’esito, ritardare il volo del soggetto creando dei veri e propri stalli evolutivi dove il rancore e, a volte, la prevaricazione, diventano una vera e propria capsula infrangibile, impermeabile a qualsiasi via di fuga o separazione.

Tutto ciò che non riesce ad essere elaborato o mentalizzato in una famiglia si ripercuote inevitabilmente su tutti i membri che vi appartengono, un lutto ad esempio, non è solo la perdita di una persona cara perchè a seconda del ruolo occupato c’è chi avrà perso contemporaneamente una madre, una zia, una nonna, una cugina, per tanto ognuno è legato all’altro da un rapporto di ruolo che detta anche specifici compiti e modi di stare a mondo.

Un trauma non opportunamente lavorato o un segreto familiare su cui ricamare storie mitologiche, diventano motivo di impasse ed arresto per chi vi è implicato, costringono involontariamente i membri familiari tutti ad assumere posture poco autentiche per proteggersi dal nucleo caldo del problema.

Sciogliere i nodi, allentare le tensioni e far fuoriuscire il magma della verità, rappresenta una possibilità di salvezza dalla ripetizione di copioni già noti dove il “vecchio e già conosciuto” si impone per proteggersi da un “nuovo” inammissibile e pauroso, spesso unica via possibile per il cambiamento.

La famiglia è quindi il luogo dove tutto ha inizio ma paradossalmente è anche il luogo dove tutto può avere una fine, la prognosi dipende dalla volontà di chi vi abita all’interno di mettersi in gioco giocandosi vicendevolmente una partita a carte scoperte con la verità particolare di ogni singola vita che vi orbita all’interno.

*Psicologa-psicoterapeuta