BOLOGNA – Comuni in emergenza e conta dei danni dopo il maltempo che ha colpito ieri l’Emilia. “Sono a richiedere che venga dichiarato quanto prima lo stato di calamità naturale e lo stanziamento di risorse utili a sostegno dei primi interventi economici necessari alla popolazione colpita”, scrive in una lettera, indirizzata in primis al premier Mario Draghi e al presidente della Regione Stefano Bonaccini, Fabio Fecci, delegato politico a Protezione Civile, Sicurezza e Polizia Municipale di Anci Emilia-Romagna, nonché sindaco parmense di Noceto. Per la sua provincia, infatti, Fecci segnala “ingenti danni ad immobili privati, produttivi e pubblici, alle coltivazioni nonché agli innumerevoli mezzi di trasporto privati come già i canali d’informazione hanno potuto dare ampia testimonianza”.

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Anche scendendo verso il reggiano si sono visti ieri chicchi di grandine grandi come il palmo di una mano, raffiche violente di vento e temporali. “Quello che si è abbattuto lungo la via Emilia lunedì 26 luglio- richiamano i consiglieri regionali Pd Andrea Costa e Roberta Mori in una nota- è stato molto di più di un normale fenomeno temporalesco estivo. I danni, oltre alla paura di chi in particolare si trovava lungo strade o al lavoro nei campi, sono stati grandi, ma ancora non è stato possibile stimarli con precisione”.

I democratici di Reggio annunciano comunque che “già oggi abbiamo presentato un’interrogazione in Regione”, per procedere anzitutto ad “una rapida e puntuale ricognizione delle conseguenze del fenomeno che si è abbattuto sull’Emilia-Romagna” e per “chiedere al Governo, visto che pare che ce ne siano gli estremi, lo stato di emergenza nazionale”.

E il reggiano conta a sua volta persone ferite così come il modenese, dove dopo un’incidente nella bassa è intervenuto ieri sera l’elisoccorso per trasportare via i feriti fuori dalle lamiere. I comuni reggiani più danneggiati sono Luzzara, Guastalla, Gualtieri, Reggiolo, Luzzara, Novellara, Campagnola, Fabbrico, Rolo. Anche nel comprensorio ceramico la grandine, a grandi chicchi, è caduta fitta, da Castellarano a Campagnola Emilia, provocando lesioni a mezzi e coltivazioni. “In generale, si registrano danni alla viabilità, alle auto, tra rami caduti in strada e qualche allagamento. Deterioramenti rilevanti infine alle coltivazioni stagionali, ai vigneti e alle serre in tutto il territorio”, insistono i consiglieri dem reggiani.

Scendendo nel bolognese, come emerge da una prima ricognizione di Confagricoltura, si sono registrati danni soprattutto nella zona nord-orientale della provincia, vicino al confine con il territorio di Ferrara, in particolare nelle località di Altedo, Baricella e Malalbergo. Sono state colpite principalmente le coltivazioni ortofrutticole, compresi diversi ettari di meleti e pereti. Solo le reti anti-grandine hanno evitato che le perdite fossero ancora più ingenti: i chicchi di ghiaccio, con un diametro fino a 5 centimetri, hanno causato danni anche ai campi di mais e di soia presenti. “Purtroppo le perdite sono davvero importanti e hanno colpito tutta questa zona”, commenta Luciano Bortolan, imprenditore della società Agricola Bortolan, associata a Confagricoltura Bologna, che aggiunge: “Quando per due mesi non piove è normale che avvengano disastri come quello che è accaduto ieri. Danni come questi non si ripercuotono solo sul presente ma anche in ottica futura, rischiando di mandare all’aria il lavoro di mesi e mesi”.

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