ROMA – “Ascolta, ci sono un milione di voci, abbiamo un milione di scelte”: canta così Tousin Chiza, in arte Tusse. Fuggito dalla guerra nella Repubblica democratica del Congo a cinque anni, ha una vita nuova in Svezia, il Paese che rappresenterà martedì al festival Eurovision. “È un grande onore per me ed è il più grande grazie che io possa dare” ha detto in un’intervista all’emittente ‘Radio 1 Newsbeat’ a pochi giorni dalla performance, nella città olandese di Rotterdam. Tusse oggi ha 19 anni. Da bambino era stato costretto a fuggire in Uganda, dove aveva vissuto in un campo profughi insieme con una zia, dei fratelli e dei cugini. A 13 anni era arrivato solo in Svezia come rifugiato e aveva cominciato a vivere con una famiglia adottiva nel villaggio di Kullsbjorken. Il palco di Eurovision l’ha conquistato vincendo il festival Melodifestivalen due anni dopo il successo alla rassegna Swedish Idol con la cover di Whitney Houston ‘How Will I Know’.

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Martedì canterà ‘Voices’, un brano che invita ad ascoltare gli altri e a vivere l’incontro come un’opportunità. “Mi piacerebbe che la canzone desse speranza e forza”, ha detto Tusse nell’intervista. “Nel mondo ci sono molte persone che non hanno voce e vorrei che la mia canzone ricordasse che siamo tutti nati liberi, con milioni di opportunità e scelte”. L’artista ha aggiunto: “Abbiamo tutti sentimenti e pensieri e questo ci rende più forti; credo che abbiamo più cose in comune di quante non ci separino”. Martedì, alla Ahoy Arena, Tusse parteciperà alla seconda semifinale di Eurovision. Racconterà come è andata ai compagni di classe, con i quali dovrebbe diplomarsi tra poche settimane.

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