ROMA – “L’ho detto fin dall’inizio che nel momento in cui la curva cadeva era il momento in cui eravamo con la massima protezione e avevo anche anticipato che più passava il tempo più saremmo diventati vulnerabili. Perché, purtroppo, il vaccino, sebbene protegga contro le complicazioni gravi della malattia, nella maggior parte delle persone ha una durata che per quanto riguarda la protezione contro le infezioni è piuttosto limitata”. Lo ha affermato il direttore del dipartimento di microbiologia molecolare dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, ospite di ’24 Mattino’, contenitore di Radio 24.

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“Anche adesso- ha aggiunto- sono usciti recentemente degli studi su circa 800mila casi che dimostrano che anche la terza dose dopo 3-4 mesi ha un effetto molto limitato rispetto alla protezione contro l’infezione”. Secondo Crisanti “bisogna in qualche modo cambiare paradigma, più che bloccare la trasmissione bisogna proteggere i fragili, perché tutti questi decessi che noi vediamo ogni giorno purtroppo non sono persone che non hanno fatto il vaccino, ma sono persone fragili e che hanno fatto il vaccino e che purtroppo anche in questi casi la malattia crea delle complicazioni gravi”.

L’esperto ha poi reso noto che farà la quarta dose ma ha tenuto a precisare che questo non sarà sufficiente a proteggere i fragili. “Penso che mi farò la quarta dose- ha informato- perché inizio ad essere anche un po’ vecchietto, ma parliamoci chiaro: se uno è fragile lo è anche con la quarta dose, non sia una foglia di fico per cui ci laviamo la coscienza con la quarta dose. Se uno è fragile o immunodepresso le dosi gliene puoi fare quante ne vuoi, sempre suscettibile rimane”.

Per Crisanti è giusto eliminare quarantena per i contatti e fare i conti con velocità virus. “Eliminazione della quarantena per i contatti? Se stessimo parlando della variante di Wuhan non sarei d’accordo- ha sottolineato- ma con questa variante che ha un indice di trasmissione di 12, in cui la maggior parte delle persone sono asintomatiche, e in più i vaccinati se si infettano neanche se ne accorgono, l’impatto che ha la quarantena è limitato, bisogna guardare le cose per quelle che sono”.

Il direttore del dipartimento di microbiologia molecolare dell’Università di Padova ha infine tenuto a precisare che “il quadro è completamente cambiato dall’inizio, due anni fa avevamo un indice di trasmissione 2, non avevamo i vaccini, adesso abbiamo un virus che ha un indice di trasmissione come il morbillo, abbiamo dei vaccini che hanno durata limitata e su questo che dobbiamo ragionare. Ieri si sono vaccinate 15mila persone e se ne sono infettate 80mila, la maggior parte di queste persone guarirà e svilupperà un’immunità maggiore da quella indotta dal vaccino, bisogna fare i conti con la realtà”, ha concluso.

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